Dopo oltre tre anni di silenzio forzato e tentativi falliti di trovare un accordo, Barbara D’Urso ha deciso di passare all’azione legale contro Mediaset. La conduttrice, che dal 2022 è sparita dai palinsesti del Biscione senza una spiegazione ufficiale convincente, ha avviato un procedimento giudiziario contro l’azienda dopo che il tentativo di mediazione si è concluso con un nulla di fatto: nessun punto d’incontro, nessun accordo, e soprattutto nessuna delle scuse che D’Urso aspettava.

Al centro della disputa ci sono almeno tre fronti distinti. Il primo riguarda un post pubblicato nel marzo 2023 sul profilo ufficiale “Qui Mediaset”, nel quale la conduttrice veniva pesantemente ingiuriata. Mediaset inizialmente sostenne che il profilo fosse stato violato da hacker, salvo poi ammettere che l’errore era interno all’azienda e scusarsi pubblicamente con i propri follower, ma mai direttamente con D’Urso. Secondo i suoi legali, quella mancanza di scuse formali nei confronti della diretta interessata costituisce una violazione del Codice Etico Mediaset, e non è nemmeno l’unica.

Il secondo fronte, forse quello economicamente più rilevante, riguarda i diritti d’autore. D’Urso ha firmato come autrice i suoi programmi per sedici anni e rivendica il pagamento dei relativi corrispettivi, mai ricevuti. A questo si aggiunge la questione del format Live non è la D’Urso, di sua proprietà, per il quale sarebbe ancora in attesa di compensazione.

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Il nodo degli ospiti e l’ombra di De Filippi e Toffanin

Il terzo elemento della contestazione è quello che apre scenari più complessi sul funzionamento interno di Cologno Monzese: secondo quanto riportato dai suoi avvocati, D’Urso avrebbe avuto l’obbligo di sottoporre preventivamente l’elenco degli ospiti delle sue trasmissioni all’approvazione delle produzioni di Maria De Filippi e Silvia Toffanin. Un vincolo che avrebbe compresso in modo significativo la sua autonomia editoriale, condizionando la scelta dei personaggi e degli argomenti trattati.

Non è la prima volta che circolano voci simili: già nel 2021 Dagospia aveva scritto che De Filippi avrebbe preteso che i protagonisti dei suoi programmi, tronisti, talenti e corteggiatori, non partecipassero alle trasmissioni di D’Urso. Una circostanza mai confermata né smentita, ma che oggi assume un peso diverso alla luce dell’azione legale. Va detto che Toffanin è la compagna di Pier Silvio Berlusconi, il cui ruolo nella vicenda è al centro di molte speculazioni: c’è chi sostiene che l’esclusione di D’Urso dai palinsesti rifletta una scelta editoriale precisa del vertice aziendale, e chi parla di dinamiche più informali ma ugualmente efficaci nel marginalizzarla.

Quel che emerge con chiarezza è che D’Urso, che pure ha sempre dimostrato di saper alzare lo share, è rimasta fuori dalla televisione per più di tre anni, ignorata anche dalla tv pubblica dove il suo ritorno è stato periodicamente dato per imminente senza mai concretizzarsi. Portare Mediaset in tribunale segna per lei un punto di non ritorno: significa rinunciare definitivamente all’ipotesi di un rientro e scegliere invece di chiedere conto di quanto accaduto davanti a un giudice.