Il mondo del Festival di Sanremo 2026 è stato scosso da una decisione senza precedenti: Andrea Pucci ha rinunciato alla co-conduzione della terza serata dopo essere stato travolto da un’ondata di polemiche e minacce. Una situazione che ha messo in difficoltà Carlo Conti e la Rai, sollevando interrogativi sulla scelta iniziale del comico milanese.
L’annuncio shock del comico
Andrea Pucci ha comunicato la sua decisione attraverso un lungo messaggio all’Ansa, spiegando le motivazioni che lo hanno portato a questo passo indietro clamoroso. “Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili!”, ha dichiarato il comico di 61 anni.
La decisione è arrivata dopo che il suo nome era stato annunciato ufficialmente da Carlo Conti come co-conduttore della serata del giovedì insieme a Lillo. Pucci ha spiegato che quest’“onda mediatica negativa” ha alterato “il patto fondamentale” che esiste tra lui e il pubblico, rendendo impossibile svolgere la sua professione nelle condizioni attuali.
Nel suo messaggio, il comico ha voluto precisare la sua posizione: “Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più. Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno”. Ha inoltre ringraziato Carlo Conti e la Rai per l’opportunità offerta, definendola una “meravigliosa celebrazione” che però non potrà realizzarsi.
Le polemiche che hanno scatenato il caso
Le critiche nei confronti di Pucci sono esplose immediatamente dopo l’annuncio della sua partecipazione al Festival. Nel mirino sono finite alcune sue affermazioni controverse del passato, che hanno sollevato un vespaio di polemiche sui social media e non solo.
Tra gli episodi più contestati, i commenti offensivi rivolti a Elly Schlein, segretaria del PD, di cui aveva sbeffeggiato l’aspetto fisico definendolo un mix tra “Alvaro Vitali e Pippo Franco”. Altre critiche riguardavano dichiarazioni su Tommaso Zorzi e Selvaggia Lucarelli, oltre a post politici in cui aveva utilizzato termini considerati inappropriati per descrivere gli elettori di sinistra.
Il Partito Democratico è intervenuto ufficialmente chiedendo spiegazioni ai vertici Rai sulla scelta di Pucci come co-conduttore. Anche il Codacons aveva preso posizione, definendo il comico un “personaggio divisivo” e annunciando che avrebbe monitorato attentamente la sua presenza sul palco dell’Ariston. La pressione mediatica e politica è cresciuta rapidamente, trasformando quello che doveva essere un momento di celebrazione in una vera e propria bufera mediatica.
Le conseguenze per Conti e la Rai
Questo episodio rappresenta un caso praticamente inedito nella storia del Festival di Sanremo. Mai prima d’ora un co-conduttore aveva rinunciato al suo ruolo dopo essere stato ufficialmente annunciato, creando un precedente imbarazzante per l’organizzazione della kermesse.
La situazione ha messo in difficoltà Carlo Conti, che ora dovrà trovare un sostituto dell’ultimo minuto per la terza serata. La vicenda solleva anche interrogativi sul processo di selezione dei co-conduttori e sulla valutazione preventiva di possibili controversie legate ai personaggi scelti.
Per la Rai, l’episodio rappresenta una vera e propria figuraccia, come sottolineato da molti osservatori. L’emittente pubblica si trova ora a dover gestire le conseguenze di una scelta che si è rivelata problematica, mentre il Festival si avvicina (partenza prevista per il 24 febbraio) e l’attenzione mediatica rimane alta su questa vicenda.

