Domenica 18 ottobre alle 20:35 Fiorello torna in prima serata su Rai1 con un nuovo programma. Alla vigilia del debutto lo showman racconta il suo rapporto con la sorpresa e con una televisione che, dice, ha bisogno di idee nuove.

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Il ritorno in prima serata su Rai1

Nei corridoi di viale Mazzini non passa inosservato: tutti lo fermano per chiedergli che cosa ha in mente, e per lui è esattamente ciò che deve accadere. Il racconto di uno spettacolo, sostiene, pesa ormai quasi quanto lo spettacolo stesso. Secondo lui non esiste modo migliore per accendere l’attesa.

«Non voglio essere polemico, ma la tv italiana si è impigrita in una liturgia che viene ripetuta ogni anno»

Palinsesti e programmi, osserva, si assomigliano tutti. Belli, per carità, ma il nodo è un altro: stupire è diventato difficilissimo, perché chi guarda viene già sorpreso ogni giorno dai social e dal web. Per catturare l’attenzione servono idee sempre nuove, e il ritmo giusto dice di averlo imparato alla radio.

Non aspettatevi però il varietà classico del sabato sera, con lo smoking, l’orchestra dietro e balletti interminabili: va declinato in modo diverso, al passo con i tempi. Quando nel 2011 propose di andare in onda di lunedì con “Il più grande spettacolo dopo il weekend”, in Rai gli risposero che il varietà si faceva di sabato sera. Lui aveva però notato che sua figlia Olivia il sabato non era mai a casa, mentre il lunedì sì, davanti alla tv. Quel programma restò il suo ultimo grande varietà su Rai1 e arrivò a un picco di oltre 16 milioni di spettatori.

Delle reazioni in azienda non si preoccupa: la prima risposta a un’idea insolita è sempre una domanda e un’obiezione, poi basta spiegare le cose e i dirigenti si convincono, perché dall’altra parte ci sono grandi professionisti. Il primo collaudo avviene a casa, con la moglie Susanna: se alla sua idea lei risponde solo con un “mmmh”, l’idea è già finita. Questa volta ha detto che andava tutto bene.

L’intesa con Biggio e il trend del non-Brad Pitt

Al suo fianco c’è Fabrizio Biggio, e il segreto dell’intesa sta nel mestiere: per stare accanto a Fiorello serve un talento multiforme, quello di un vero attore. Biggio, scherza, non è nemmeno una spalla nel senso comune del termine, perché una spalla la interpreta, e ormai fa parte dell’arredamento Rai.

Molto del resto nasce dalla passione per la pubblicità, un mondo che lo affascina. Lì ha scoperto i trucchi del mestiere: le pasticche effervescenti che vediamo sullo schermo hanno un diametro di mezzo metro, il bicchiere è grande come un catino e le bollicine si fanno con le bombole d’ossigeno. Lo ha imparato ai tempi del “Galà della Pubblicità”, ideato dall’amico Riccardo Cioni, dove si assegnavano riconoscimenti come il “Mezzominuto d’oro”.

Da quella confidenza con il linguaggio degli spot è arrivata la mossa successiva. Davanti a uno spot che annunciava Brad Pitt senza fargli fare assolutamente nulla, ha pensato che gli autori fossero dei geni e che lui potesse esserlo ancora di più, rifacendolo a modo suo. È così che sui social è esploso il trend dei “non-Brad Pitt”, al punto da consigliare il meccanismo anche a Elly Schlein e Giorgia Meloni per le prossime elezioni.

La Pennicanza, la sigla di Mina e il salto in tv

Due notizie che voleva tenere segrete ancora un po’ e che invece ha deciso di regalare. La prima riguarda “La Pennicanza”, che tornerà prestissimo. La seconda è che il jingle della trasmissione è firmato da Mina, che lo ha scritto, cantato e arrangiato da sola e poi glielo ha mandato, raccontandogli di essere una grande fan del programma.

«Vi rendete conto che regalo mi ha fatto? Con una cosa così chi ben comincia non è a metà dell’opera, è molto più in là. Diciamo che è già arrivato!»

Cambia anche la forma: lo spettacolo avrà un taglio molto più televisivo, pur essendo nato come programma radiofonico. Niente semplice visual radio, ma un prodotto con una vera regia televisiva che si potrà anche ascoltare alla radio. Andrà in onda prima su Radio2 e poi, la sera, dopo “Porta a Porta“, anche su Rai1, con contenuti speciali creati apposta per la televisione.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI