Il diavolo veste Prada 2 ha riportato sul grande schermo la glaciale Miranda Priestly dopo vent’anni, portando con sé una valanga di guest star d’eccezione. Eppure, non tutte le presenze girate hanno trovato posto nel montaggio finale: il regista David Frankel ha rivelato che almeno tre cameo sono stati eliminati, e le ragioni dietro ogni taglio raccontano qualcosa di interessante sui meccanismi del cinema.
Il film, che vede ancora una volta Meryl Streep nei panni dell’iconica direttrice di Runway affiancata da Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci, è già noto per la ricchezza di presenze illustri nel cast allargato: da Lady Gaga a Donatella Versace, passando per Naomi Campbell, Heidi Klum, Marc Jacobs, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, fino al campione di golf Rory McIlroy e alla stella NBA Karl-Anthony Towns. Frankel ha spiegato la logica dietro questa abbondanza di volti famosi ai microfoni di Screen Rant:
Credo che il mondo di Miranda nei fine settimana sia pieno di persone interessanti e alla moda. Chiunque sia il migliore nel suo campo, deve per forza pranzare con lei.
Chi è rimasto fuori, e perché?
Il caso più discusso è sicuramente quello di Anna Wintour, la leggendaria direttrice di Vogue da sempre indicata come l’ispirazione reale del personaggio di Miranda Priestly. La Wintour ha effettivamente girato una scena, ma questa è stata esclusa dal montaggio finale. Frankel ha raccontato a Entertainment Weekly che le riprese erano risultate “un po’ sfocate” e che non se l’era sentita di chiedere a una figura del suo calibro di rifare la scena dall’inizio. Ma c’era anche una ragione più profonda dietro la decisione: “In realtà non volevamo assolutamente che Anna fosse nel film perché si tratta di un mondo parallelo. Ci siamo chiesti: cos’è Vogue e chi è Anna Wintour in un mondo in cui esistono Runway e Miranda Priestly? Ci sembrava troppo meta-cinematografico.” Il materiale girato con la Wintour non andrà comunque perduto: secondo le indiscrezioni, verrà utilizzato come contenuto extra per la distribuzione in streaming. Curiosità nel retroscena: durante la visita sul set, la Wintour avrebbe anche dato indicazioni concrete sulle scenografie floreali, facendo notare che negli uffici Dior non si userebbero mai così tanti fiori e che, semmai, sarebbero stati esclusivamente bianchi.
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Altrettanto attesa era la presenza di Sydney Sweeney, avvistata sul set e protagonista di una scena di circa tre minuti con Emily Blunt. Stando a quanto emerso, Sweeney avrebbe interpretato se stessa nei panni di brand ambassador della Maison Dior, incrociando il personaggio di Emily Charlton, diventata nel sequel un’alta dirigente di Dior negli Stati Uniti. La scena è stata eliminata per una scelta creativa, ma non sono mancate le speculazioni: il taglio è avvenuto in un periodo in cui l’attrice era al centro di alcune controversie, dalla campagna pubblicitaria per i jeans American Eagle alle notizie sulla sua registrazione come elettrice repubblicana in Florida. Il regista non ha commentato direttamente il collegamento, ma la tempistica ha inevitabilmente alimentato il dibattito.
Il terzo caso è quello di Conrad Ricamora, scelto inizialmente per interpretare il coinquilino di Andy Sachs. Le sue scene sono state rimosse dopo una proiezione test in cui il pubblico ha messo in dubbio la necessità del suo personaggio all’interno della storia. Lo stesso Ricamora ha confermato la sua partecipazione sui social con parole generose ma rassegnate: “Le riprese de Il diavolo veste Prada 2 sono state una delle migliori esperienze lavorative della mia vita. Tuttavia alla fine il mio personaggio non aveva senso nel quadro generale del film.”
C’è anche un quarto nome che aleggia attorno al film, sebbene con dinamiche diverse: quello di Adrian Grenier, che nel primo capitolo interpretava Nate, il fidanzato di Andy. Frankel aveva accarezzato l’idea di un suo cameo a sorpresa, ma i tempi di produzione non hanno permesso di concretizzare il progetto. L’attore stesso aveva dichiarato a People di essere rimasto deluso per l’esclusione, aggiungendo con ironia che il suo personaggio, considerato controverso dai fan, potrebbe meritare persino uno spinoff tutto suo. Nel montaggio finale, la scelta è ricaduta sul rafforzamento della dinamica tra Andy e il personaggio interpretato da Tracie Thoms, ritenuta più vicina allo spirito dell’originale del 2006.

