Nessuna poltrona si è girata quando Luca Sandri è salito sul palco di The Voice Senior per cantare Torpedo Blu di Giorgio Gaber. Arisa, Fiorella Mannoia, Nek e Clementino sono rimasti di spalle, e a raccontare al pubblico chi fosse quel concorrente è stata Antonella Clerici, raggiungendolo dopo l’esibizione.

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La blind audition senza virata

L’attore, sessantacinquenne, ha spiegato di aver deciso di partecipare al programma perché ne apprezza da anni la qualità e il livello dei concorrenti. Poco prima di esibirsi si è augurato che la voce non lo tradisse, visto che è lo strumento con cui lavora da quarantasette anni. La performance è stata gradevole, ma nessun giurato ha premuto il pulsante.

A quel punto la conduttrice lo ha presentato alla giuria, ricordando il suo percorso artistico:

Lui è un attore, un famoso doppiatore, ha lavorato con Dario Fo, ma anche con Giorgio Gaber e quindi, per questo ha scelto la canzone che vi ha cantato. Lui è davvero bravo.

Nessuno dei quattro giudici ha dato segno di averlo riconosciuto, ma sul web in molti hanno ricordato l’uomo e alcuni dei suoi lavori.

La spiegazione di Arisa

A rompere il silenzio è stata Arisa, che ha motivato la mancata virata con la scelta del brano. Secondo la cantante la canzone è splendida ma non ha messo in luce le qualità vocali del concorrente, e questo avrebbe reso difficile il giudizio per tutta la giuria:

Questa è una canzone splendida, però non ha messo in risalto la tua vocalità. A parte la bellezza della canzone e l’interpretazione simpatica, per noi è stato difficile, perché siamo qui per esprimerci sulla vocalità. Questo è il motivo.

Chi è Luca Sandri

All’anagrafe Luca Simonetta Sandri, è nato a Milano nel settembre 1961 ed è figlio adottivo dello scrittore Umberto Simonetta, lo stesso autore che firmò con Gaber la commedia musicale del suo esordio. Proprio quel debutto è stato il punto di partenza del racconto fatto davanti ai coach, quando non aveva ancora diciotto anni:

Il teatro è la mia casa, ho sempre avuto la passione per il palcoscenico fin da bambino. Da ragazzino ho letto un annuncio, cercavano qualcuno dai 14 ai 18 anni per una commedia musicale scritta da Giorgio Gaber. Mi sono presentato, hanno scelto me, da lì non mi sono mai fermato. A 17 anni stare a contatto con uno come Giorgio è stato bellissimo.

Il legame con la sua città resta centrale anche oggi, insieme alla passione per i personaggi fuori dal comune, soprattutto quelli dei cartoni animati:

Sono milanese nelle viscere, questa è la città che mi ha dato tutto. Le conoscenze, le esperienze, i lavori, tutto quello che ancora oggi faccio lo devo a Milano, sono legato indissolubilmente a questo posto. Ho sessantacinque anni, faccio l’attore dal 1979, negli ultimi anni mi sono dedicato alla direzione di doppiaggio. Mi piace quando mi affidano personaggi bizzarri, soprattutto dei cartoni animati. Nei cartoni mi diverto di più.

Dietro le quinte del doppiaggio Sandri ha firmato centinaia di personaggi di videogiochi e molti protagonisti di serie animate, da Jeeth e Baby di Dragon Ball a Dipsy dei Teletubbies, fino a Noah di Yu-Gi-Oh!. In televisione lo si ricorda in Casa Vianello e in I cinque del quinto piano, la sitcom diretta da Guido Stagnaro andata in onda su Canale 5 tra l’autunno e l’inverno del 1987 e del 1988, dove interpretava Gianfilippo. Nel 1992 ha vestito i panni dello psicologo dottor Nuvoletti nella sitcom Nonno Felice. Sul grande schermo ha preso parte a diversi film, tra cui In questo mondo di ladri e pellicole firmate da Carlo Vanzina e Fausto Brizzi. La sua voce si è sentita anche fuori dai cartoni, come speaker per due canali televisivi.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI