Peter Berg torna al cinema storico con The Mosquito Bowl, la vicenda vera di quattro campioni del football universitario americano che lasciarono il campo per arruolarsi nei Marines. Il film arriva su Netflix il 25 novembre.

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Dal grande schermo allo streaming

Prima di approdare sulla piattaforma, la pellicola passa dalle sale. Negli Stati Uniti esce il 30 ottobre, mentre la prima è attesa all’AFI Fest il 22 ottobre. Alla regia Berg affianca la scrittura, firmando la sceneggiatura insieme a Mark L. Smith a partire dal libro che Buzz Bissinger ha pubblicato nel 2022. Il regista e il produttore Brian Grazer avevano già lavorato a un testo di Bissinger con Friday Night Lights nel 2004. Dietro il progetto ci sono Film 44 e Imagine Entertainment.

Chi sono i quattro protagonisti

Nicholas Galitzine interpreta John McLaughry, quarterback della Brown University e capo naturale del gruppo, cresciuto sotto la guida del padre. Bill Skarsgård è Bob Baumann, giocatore del Wisconsin che nel combattimento mette impeto e determinazione. Ray Nicholson veste i panni di Tony Butkovich, che alla Purdue è stato una stella e un recordman del reparto offensivo, mentre Tom Francis interpreta David Schreiner, compagno di Baumann nel Wisconsin e uomo di strategia. Completano il cast Brent Comer, Dominic Bogart, Jack Ingram, Ella Newton, Lola Bond, Stacy Clausen, Billy Smith, Steven Sammut, Blake Erickson, Claudia Ware e Pat McAfee, con lo stesso Berg davanti alla macchina da presa.

La partita a Guadalcanal e la guerra senza filtri

Dopo l’attacco a Pearl Harbor, i quattro atleti abbandonano la carriera sportiva per il corpo dei Marines. Lasciano alle spalle la giovinezza e finiscono nella violenta guerra del Pacifico, dove il racconto si sofferma sulla fratellanza tra i soldati e culmina nella partita organizzata tra le truppe a Guadalcanal, passata alla storia come il “Mosquito Bowl”, prima dell’invasione di Okinawa.

Per restituire quel mondo, Berg ha scelto un impianto realistico, girando tra il Queensland e il nord del Nuovo Galles del Sud, in Australia, e riducendo al minimo le controfigure. Sul set le esplosioni erano reali e ravvicinate, gli alberi in fiamme, gli effetti pirotecnici costanti. Il film dura 127 minuti, la fotografia è di Jacques Jouffret e la colonna sonora porta la firma degli Explosions in the Sky.

“Giovani uomini che erano eroi sportivi in patria e divennero eroi di guerra sulle rive del Pacifico. Il film onora l’umanità di chi ha combattuto, piange coloro che non sono mai tornati a casa e ci ricorda il vero costo della guerra”.

“Il modo in cui Peter Berg voleva girare questo film significa che abbiamo fatto praticamente tutto noi stessi, con un uso limitato delle controfigure, esplosivi a pochi centimetri dai nostri volti, alberi in fiamme, fiamme che ci raggiungevano, i suoni della guerra da vicino”.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI