Netflix ha diffuso il trailer di The Body, serie horror in otto episodi prodotta da Riley Keough, in arrivo sulla piattaforma l’11 novembre 2026. A scriverla è Quinn Shepard, che intreccia l’inquietudine di Carrie con l’umorismo nero di Jennifer’s Body.

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Visioni profetiche e un’iniziazione fuori controllo

La storia è ambientata nei primi anni Duemila, in una scuola cattolica, dove alcune studentesse vedono la propria routine stravolta da visioni misteriose e da un rituale di iniziazione dalle conseguenze impreviste. Il trailer presenta Grace Franklin, interpretata da Sofia Wylie, ragazza ai margini del gruppo che diventa bersaglio delle compagne più popolari. Un evento apparentemente tragico rompe l’equilibrio dell’istituto e la situazione precipita: le visioni cominciano ad affliggere le studentesse e trascinano l’intera comunità nel panico.

Questa la sinossi ufficiale diffusa da Netflix:

Dopo un’iniziazione della squadra di danza che va storta, un gruppo di studentesse cattoliche maleducate inizia ad avere visioni profetiche che scatenano un’isteria di massa nella loro città.

Il rito non ha nulla di occulto: è quello di una squadra di danza scolastica, reso esplosivo dall’uso di droghe. Da lì parte una reazione a catena che travolge l’intera città.

Nel cast, oltre a Sofia Wylie, figurano Kristina Bogic, Sara Boustany, Geena Meszaros, Nnamdi Asomugha, Louisa Krause e Jackson Kelly. Gabby Windey interpreta Coach Miller, le gemelle Kyra e Phallon Pierce sono Bailey e Brit Bradley, Marcel Ruiz veste i panni di Tyler Santos e Orlando Norman quelli di Steven Maxwell. Ashley Madekwe interpreta Theresa Franklin, Motell Foster è Michael Franklin. Completano il gruppo Cale Ambrozic, Anna Tierney, Chloe Longname, Sarah Abbott, Emily Roman, Michela Luci, Bella Neuspiel, Julia Lowe e Christine Solomon.

Horror come specchio delle violenze adolescenziali

Il trailer richiama subito Carrie, il romanzo di Stephen King arrivato al cinema nel 1976 con la regia di Brian De Palma: come Carrie White, anche Grace è una ragazza isolata, presa di mira dai coetanei, in un ambiente dove la pressione sociale sembra destinata a finire male.

L’ambientazione cattolica aggiunge un livello al racconto, mettendo a confronto disciplina religiosa, desideri tipici dell’adolescenza e condotte sempre più estreme. Le visioni spostano il confine fra spiritualità e soprannaturale, lasciando aperta la domanda su cosa stia davvero accadendo. Il parallelo con Jennifer’s Body, il cult del 2009 con Megan Fox e Amanda Seyfried, riguarda invece il nesso fra femminilità, violenza e riti: le prime immagini alternano momenti disturbanti a un umorismo più tagliente.

La serie prova a usare gli strumenti del genere horror per raccontare la violenza delle dinamiche tra adolescenti. Le gerarchie del gruppo, la voglia di appartenere, le crudeltà quotidiane diventano il terreno su cui cresce la minaccia, che trasforma i problemi dell’età più delicata in un mostro concreto.

Quinn Shepard, dagli anni Duemila al caso di Under the Bridge

Dietro The Body c’è Quinn Shepard, che ritrova Riley Keough dopo Under the Bridge, la miniserie true crime interpretata anche da Lily Gladstone e dedicata a una storia vera di bullismo finita in tragedia. Anche in questo caso l’attenzione va alla violenza fra adolescenti e alle responsabilità di chi sta intorno, ma qui il registro scelto è quello dell’horror. Il movente, ha raccontato Shepard, è personale:

L’ho letteralmente fatta per la me adolescente

Il progetto è anche una dichiarata lettera d’amore ai film teen e ai thriller erotici degli anni Novanta e Duemila che Shepard amava da ragazza: fra i titoli citati ci sono Heavenly Creatures, Mean Girls e Il crogiuolo, insieme a quella che lei stessa definisce una fissazione imbarazzante per i processi alle streghe di Salem.

Shepard ha spiegato di aver scritto il thriller satirizzando il trauma di crescere queer e repressa e la confusione che ne consegue; Netflix lo considera il suo lavoro più personale. Sul tono, la sua definizione è piuttosto precisa:

Ho sempre trovato affascinante l’idea della giovinezza femminile come esperienza religiosa. Questa storia è il mio modo di dare una svolta giocosa a tutti gli incubi della mia adolescenza. Tonalmente, definirei la serie gritty camp: un psychodrama adolescenziale spinto con un tocco di horror cattolico.

Alla regia dell’episodio pilota c’è la stessa Shepard, affiancata dagli executive producer Peter Chernin, Amy Israel, Josh Stern, Riley Keough, Gina Gammell, Sacha Ben Harroche e Blair Breard. Prima di arrivare a The Body, Shepard si era fatta notare con il dramma scolastico Blame e con la satira sugli influencer Not Okay.

L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI