Dopo 17 anni a Striscia la Notizia, Vittorio Brumotti ha fatto il suo ingresso ufficiale in Rai con Italia A/R, il nuovo programma in onda su Rai1 dal lunedì al venerdì alle 11:30, andato in onda per la prima volta lunedì 29 giugno. Al suo fianco c’è Monica Caradonna, e insieme accompagneranno il pubblico per quaranta puntate lungo le coste italiane, tra bicicletta, camper e il fido cane Patricio.

La trasmissione prende il posto di Camper in Viaggio di Alessia Mancini e Tinto, proponendo un itinerario che parte dal barocco del Salento ionico, tra Nardò, Gallipoli e l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, per poi risalire la costa adriatica fino a Otranto e alle grotte di Castro. Le esplorazioni toccheranno anche il litorale laziale, da Sperlonga all’isola di Ponza e alla selvaggia Palmarola, per poi scendere nel cuore del Cilento, tra i templi di Paestum e le gole del fiume Calore, fino ai borghi del Golfo di Policastro, da Scario a Sapri e Maratea. Sul format, Brumotti ha spiegato: “Sono da tempo ambasciatore del FAI e abbiamo cercato di ricreare un format che unisse tutti i miei ingredienti.”

L’arrivo in Rai non è passato inosservato, anzi ha riacceso subito le polemiche attorno alla sua figura, con qualcuno pronto ad etichettare il suo approdo come un altro tassello della cosiddetta “TeleMeloni”. Brumotti non ci sta e lo dice chiaramente, definendo “offensivo” il suggerimento che la sua presenza in televisione dipenda da scelte politiche: “Trovo offensivo che si dica che sono qui per scelta politica”, ha dichiarato nell’intervista al Corriere della Sera.

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Gavetta, politica e il programma “Ultima Chiamata” su Rai2

Per capire le posizioni di Brumotti, vale la pena ascoltarlo senza filtri. A Fanpage si è descritto come “malato di politica”, rivendicando una conoscenza del campo guadagnata sul campo: “Penso di essere altamente qualificato”, ha detto, aggiungendo di sentirsi una sorta di vigilante del web: “Sono il partito del web: se un politico dice il falso, io lo smaschero e lo faccio crollare. So di poter rompere le scatole.”

Sul piano ideologico, traccia un profilo personale che sfugge alle etichette nette: “Sono in linea con l’attuale governo, una destra del popolo, molto più vicina al metodo Berlusconi. Non stiamo parlando di Vannacci o CasaPound. Ma non ammetto che la gente mi dia un’etichetta.” Allo stesso tempo riconosce sensibilità che si avvicinano all’altra sponda: “Mi occupo del terzo settore, di chi resta indietro; sono molto vicino al mondo gay e al mondo degli immigrati. Parlo di cose che conosco perché da 20 anni giro per le strade.” E poi c’è la battuta, quasi un ritratto: “Sono un imprenditore, ma allo stesso tempo sono un fricchettone che va in giro con le Birkenstock. Tutti i miei migliori amici sono di sinistra, mentre gli imprenditori che mi sponsorizzano sono di destra.”

A sostenere la credibilità di questo racconto c’è una carriera costruita su inchieste tutt’altro che comode. Brumotti ricorda di aver lavorato contro criminalità organizzata e traffici illeciti, con conseguenze fisiche concrete: “Mi hanno sparato cinque volte, mi hanno accoltellato, mi hanno spaccato la mascella. Ho fatto la lotta alla ‘ndrangheta, alla camorra, alle mafie italiane e nigeriane”, con “un bel po’ di gavetta alle spalle”, come tiene a precisare. Un percorso che attribuisce in parte alla scuola di Antonio Ricci: “Lavorare con lui è come essere seguito da 10 professori, dalla Guardia di Finanza, dalla maestra e dalla mamma incazzata.”

Ora che si trova in Rai, dice di aver trovato un clima inaspettatamente caldo, fatto di fratellanza tra tecnici e colleghi, pur restando fedele al suo carattere: “Sono un cavallo pazzo, non ho padroni.” In autunno è atteso anche il debutto su Rai2 con Ultima Chiamata, un nuovo programma dedicato alla disabilità e al contrasto alle dipendenze, che conferma la volontà di intrecciare intrattenimento e impegno sociale anche nella nuova fase della sua carriera televisiva.