Un nuovo documentario diretto da Giulio Borgognoni e costruito attorno a Rino Barillari, il re dei paparazzi, arriverà su Prime Video. Le riprese cominceranno prossimamente.
Scarica ora la nostra nuova APP, è gratis! Programmazione TV, promemoria e notizie in tempo reale
Il mito e quello che c’era intorno
Roma come salotto internazionale del cinema: gli attori americani, le notti di via Veneto, i tavolini dei caffè, le auto eleganti, i fotografi appostati per cogliere un bacio o uno scandalo. Sono le immagini attraverso cui il mondo ha imparato ad amare un’Italia, e il racconto prende le mosse da lì senza fermarsi alla sua parte più luminosa. Mentre la capitale diventava il centro dell’attenzione, il Paese attraversava trasformazioni profonde, tra contestazioni e tensioni politiche, fino alla stagione degli anni di piombo e del terrorismo, Brigate Rosse incluse, mentre cambiavano i costumi, le relazioni e persino il modo di raccontare la realtà.
Il punto del progetto, spiega chi lo ha ideato, è attraversare la linea che separa ciò che le fotografie hanno fissato per sempre da ciò che nel frattempo accadeva nella società italiana. Nessuna epoca, si osserva, può essere riassunta soltanto nei suoi aspetti più brillanti: dietro quella stagione irripetibile c’era un Paese complesso, fatto di speranze, contraddizioni e fratture che sarebbero esplose nei decenni successivi. Per questo il documentario punta a restituire anche ciò che la Dolce Vita, da sola, non racconta.
Chi è Rino Barillari
Classe 1945, nato l’8 febbraio, Barillari ha inseguito le stelle del cinema ma ha anche vissuto la strada, incrociato personaggi straordinari, assistito a incontri irripetibili e visto Roma trasformarsi sotto i suoi occhi. La sua macchina fotografica ha raccontato il glamour, ma la sua memoria custodisce anche il mondo che esisteva attorno a quel glamour, ed è questa la materia che il documentario vuole riportare al centro.
Il suo soprannome, The King of Paparazzi, racchiude una biografia movimentata: 164 ricoveri, 11 costole rotte, più di 70 macchine fotografiche andate in pezzi. Il suo archivio conta oltre 600.000 scatti, dagli anni Cinquanta a oggi, ed è considerato il paparazzo più celebre al mondo tra quelli ancora al lavoro; il nomignolo The King glielo affibbiò Federico Fellini. Nel 2024 è tornato sulle cronache per aver denunciato di essere stato colpito dall’attore Gerard Depardieu: il caso era atteso in tribunale a Roma il 17 giugno 2025, ma si è poi chiuso in via extragiudiziale, con una riconciliazione pubblica tra i due avvenuta nel gennaio 2026.
Lo sguardo del regista
C’è poi la prospettiva di Borgognoni, che ha conosciuto personalmente la via Veneto degli anni Novanta, quando la stagione d’oro della Dolce Vita era ormai lontana ma alcuni luoghi ne conservavano ancora l’atmosfera. Café de Paris, lo Strega, l’Harry’s Bar, il Doney: nomi che evocano una Roma in cui la mondanità non era soltanto lusso ed esibizione, ma anche conversazione, cultura e giornalismo. Erano posti dove potevano incrociarsi scrittori, artisti, intellettuali, volti dello spettacolo e della vita pubblica, in una città che non aveva più il volto raccontato da Fellini ma custodiva ancora qualcosa della sua identità.
Il risultato è un racconto che tiene insieme il giornalismo, il costume, il cinema e la storia del Paese, dove la memoria personale di un testimone diventa memoria collettiva: le fotografie fermano il tempo, ma non riescono a dire tutto quello che accadeva mentre i flash illuminavano via Veneto.
L’immagine è realizzata con l’ausilio di strumenti AI
🛍 Iscriviti gratis ai migliori gruppi Telegram dedicati alle Offerte Tech e alle Offerte Casa 🔥

