La terza stagione di House of the Dragon è partita con un primo episodio già capace di stravolgere gli equilibri narrativi: alcuni personaggi escono di scena, altri entrano con tutto il peso che ci si aspetta da una guerra civile sempre più brutale. Con 21,5 milioni di spettatori raggiunti al debutto tra piattaforme lineari e streaming, la serie si conferma uno degli eventi televisivi più seguiti del momento, disponibile ogni lunedì su Sky Atlantic e in streaming su NOW.
Sul fronte dei Verdi, la fazione che sostiene il diritto al trono di Aegon II Targaryen, la new entry più attesa è senza dubbio Ormund Hightower, lord di Alta Torre e capo di Casa Hightower, interpretato da James Norton. Lo showrunner Ryan Condal lo ha paragonato apertamente al “Tywin Lannister di questo mondo”: un uomo di immenso potere economico e militare, il più ricco di Westeros tra coloro che non siedono su un trono, con a disposizione il più grande esercito permanente rimasto nel continente. Poiché nei romanzi di George R.R. Martin il personaggio è appena abbozzato, Condal ha avuto carta bianca per costruirlo come figura “davvero profonda, complessa e tridimensionale”, destinata a introdurre nuove complicazioni in un conflitto già intricato. Nipote di ser Otto Hightower e quindi cugino di Alicent, Ormund porta con sé anche un drago, elemento che lo rende ancora più pericoloso sul campo.
Al suo fianco compare nella sua versione più adulta Daeron Targaryen, quarto figlio di Alicent, interpretato da Charlie Gordon. Cresciuto nella Cittadella come scudiero di Ormund, lontano dagli intrighi di corte di Approdo del Re, Daeron è descritto come il più equilibrato e gentile dei suoi fratelli, ma non per questo meno coraggioso. Il suo debutto nella stagione è già memorabile: cala dal cielo sul suo drago Tessarion, soprannominato Regina Azzurra per le sue scaglie di un blu spettacolare, per salvare l’esercito di Ormund nella Battaglia dell’Honeywine, guadagnandosi il soprannome di Daeron l’Ardito. Man mano che la guerra si intensifica e gli orrori si moltiplicano, la serie esplorerà quanto a lungo un principe possa restare onesto in un mondo che brucia attorno a lui.
Tra i Verdi spicca anche Jon Roxton, interpretato da Joplin Sibtain già visto in Andor, cavaliere soprannominato “l’Audace” e portatore di Creatore di Orfani, una delle spade in acciaio di Valyria più famose dell’intera saga. Elemento violento e imprevedibile dello schieramento, Roxton si afferma nel corso della stagione come uno degli esecutori più temibili dell’esercito Verde. Il suo momento cruciale arriva quando si unisce a una cospirazione segreta per fermare il “seme di drago” Hugh Hammer, che comincia a covare ambizioni regali: lo colpisce per primo, uccidendolo prima che possa raggiungere il suo drago, un atto di coraggio destinato però a costargli caro. Va ricordata anche Sharako Lohar, comandante della flotta della Triarchia interpretata da Abigail Thorn e introdotta nel finale della stagione precedente come figura più teatrale e di spicco rispetto alla versione maschile e marginale presente nel romanzo, caduta già durante la Battaglia del Gullet.
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I nuovi alleati dei Neri: guerrieri, diplomatici e cavalieri fedeli
Sul fronte opposto, quello dei Neri che sostengono la causa di Rhaenyra Targaryen, il primo episodio della terza stagione ha già presentato Roderick Dustin, detto Roderick la Rovina, con il volto di un quasi irriconoscibile Tommy Flanagan, celebre per il ruolo di Chibs Telford in Sons of Anarchy. Lord della Città delle Tombe è il capo dell’omonima casata e arriva nelle Terre dei Fiumi alla testa dei suoi Lupi dell’Inverno, guerrieri nordici inviati da Cregan Stark per sostenere Rhaenyra. Veterano feroce e carismatico, Roderick non cerca gloria né ricchezze, ma al massimo una morte onorevole in battaglia, e la stagione mostrerà perché il suo nome sia destinato a diventare leggenda nella storia di Westeros.
Accanto a lui milita Torrhen Manderly, interpretato da Dan Fogler (The Walking Dead), membro della potente Casa Manderly di Porto Bianco e fedele agli Stark. Intelligente ed eloquente, Torrhen rappresenta il lato più diplomatico e politico dei Neri, più a suo agio nei consigli di guerra che sul campo di battaglia, e incarna una funzione narrativa complementare rispetto ai guerrieri che lo circondano.
Decisamente più combattiva è invece Alysanne Blackwood, conosciuta come Aly la Nera, interpretata da Annie Shapero e probabilmente il personaggio femminile più atteso dai lettori di Fuoco e Sangue insieme a Ormund Hightower. Zia di Lord Benjicot Blackwood, Aly ha un ruolo di primo piano nel romanzo e nel corso della Danza dei Draghi diventa una figura quasi leggendaria, nota per essere una eccellente arciera che ha preso parte a più battaglie nonostante le convenzioni dell’epoca. Cresciuta tra le antiche foreste e i weirdwood delle Terre dei Fiumi, ha poca pazienza per le formalità di corte, e House of the Dragon la colloca direttamente tra coloro che partecipano alle campagne militari dei Neri.
Un ruolo strategico di tutt’altro tipo spetta a Ser Luthor Largent, interpretato da Tom Cullen (Knightfall, Downton Abbey), comandante della Guardia Cittadina di Approdo del Re. Cavaliere di umili origini cresciuto fino a diventare una figura rispettata e quasi leggendaria tra i suoi uomini, Luthor era già capitano della Guardia quando Viserys I sedeva sul trono, ma la stagione 3 segnerà la sua prima apparizione sullo schermo. La sua fedeltà ai Neri deriva in buona parte dal legame con Daemon Targaryen, e in una guerra dove il controllo delle istituzioni cittadine può rivelarsi decisivo quanto una battaglia campale, questo lo rende un pezzo fondamentale sulla scacchiera del conflitto.
Completa il quadro dei nuovi ingressi tra i Neri Ser Adrian Redfort, interpretato da Barry Sloane, appartenente a una delle casate più antiche e prestigiose della Valle di Arryn. Ancora in attesa di vederlo davvero all’opera, Adrian sembra incarnare il modello del cavaliere fedele alla propria sovrana, più orientato alla lealtà personale che alle ambizioni politiche o alla gloria militare. La serie è disponibile su Sky e in streaming su NOW.
