Il Festival di Sanremo 2027 potrebbe presentarsi con un volto completamente rinnovato. Stefano De Martino, nominato direttore artistico dopo il passaggio di consegne in diretta con Carlo Conti sul palco dell’Ariston, sta lavorando a una ristrutturazione profonda della kermesse, e tra le voci che circolano con maggiore insistenza c’è quella di una clamorosa reunion dei Måneskin.
Il cambio di guardia ha già fatto parlare di sé: l’Amministratore Delegato Rai Giampaolo Rossi lo ha definito «un atto di generosità straordinaria», sottolineando come sia la prima volta nella storia del Festival che avviene un passaggio di testimone in diretta. Un momento simbolico che ha sancito ufficialmente l’inizio di una nuova era.
Sul fronte del formato, una delle prime mosse di De Martino sarebbe la riduzione del numero di artisti in gara: dalle 30 presenze delle ultime edizioni si passerebbe a 24-26 big, con l’obiettivo di alleggerire le serate e lasciare più spazio a ospiti e momenti di intrattenimento. A questo si aggiunge l’ipotesi di una terza serata competitiva dedicata alla selezione del rappresentante italiano per l’Eurovision Song Contest, una sorta di “gara nella gara” con performance arricchite da coreografie e costumi pensati per un pubblico internazionale. In questo scenario, il vincitore di Sanremo non coinciderebbe necessariamente con il rappresentante europeo, una distinzione che cambierebbe profondamente la struttura del Festival.
Non è un caso che dietro questa possibile riforma ci sia anche una trattativa con le major discografiche: le etichette, che in passato avevano in alcuni casi disertato il Festival, sarebbero disposte a portare i propri artisti di punta proprio in cambio di una serata dedicata all’Eurovision, capace di garantire visibilità sul palcoscenico internazionale. Vale anche la pena ricordare che Sanremo 2027 tornerà nella sua collocazione tradizionale, la prima metà di febbraio, dopo che l’edizione 2026, spostata a fine febbraio per non sovrapporsi alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, aveva registrato un calo di ascolti rilevante: 9,7 milioni di telespettatori contro i 12 milioni del 2025.
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La reunion dei Måneskin: da voce di corridoio a scenario concreto
A rendere tutto più intrigante è l’ipotesi di un ritorno dei Måneskin proprio sul palco che li ha lanciati. La band aveva vinto Sanremo nel 2021 per poi trionfare all’Eurovision quello stesso anno, diventando i terzi artisti italiani nella storia a riuscirci dopo Gigliola Cinquetti nel 1964 e Toto Cutugno nel 1990. Un ritorno all’Ariston nel 2027 avrebbe quindi un valore simbolico enorme, e non solo per il pubblico italiano.
L’indiscrezione ha iniziato a circolare circa un mese fa grazie a Fiorello, che durante il programma La Pennicanza ha lanciato l’ipotesi con tono ironico ma corredandola di un selfie con Ethan e Thomas, da lui stesso definito “probatorio”. Da quel momento l’idea ha preso corpo, alimentata anche da indiscrezioni circolate su Dagospia riguardo al nuovo assetto organizzativo del Festival.
L’elemento più concreto resta però la conferma della presenza di Fabrizio Ferraguzzo nel team di De Martino in veste di direttore musicale: Ferraguzzo è lo storico manager dei Måneskin, e la sua nomina è già considerata da più fonti uno degli indizi più solidi della possibile reunion. Nella squadra potrebbe entrare anche Luigi Antonini per la regia, secondo quanto trapelato.
Nel frattempo, i singoli membri della band hanno vissuto la pausa in modo molto attivo: Damiano David ha pubblicato Funny Little Fears, album solista dalle sonorità più pop rispetto al sound dei Måneskin; Thomas Raggi ha fatto uscire Masquerade, otto tracce di rock puro; la bassista Victoria De Angelis ha girato Europa e Stati Uniti con un tour da dj; il batterista Ethan Torchio si è dedicato alle musiche di un documentario. Una pausa creativa insomma, non una separazione definitiva, e le parole dello stesso Damiano sembrano andare in questa direzione: nel podcast The Allison Hagendorf Show aveva dichiarato di voler dedicare un periodo ai progetti solisti «prima di tornare insieme con nuove idee e nuovi stimoli».
Un loro ritorno a Sanremo 2027 si configurerebbe dunque come una mossa vincente su più fronti: per la band, rappresenterebbe il rientro ideale sul palco da cui tutto è cominciato; per De Martino, un colpo mediatico capace di definire la nuova identità del Festival fin dalla sua prima edizione. L’Eurovision 2027, che si terrà in Bulgaria dopo la vittoria della cantante Dara, offrirebbe poi una cornice internazionale perfetta per valorizzare l’intera operazione. Le prime comunicazioni ufficiali sono attese a ridosso del periodo natalizio.
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