Questa sera, domenica 24 maggio alle 21:15 su Sky Cinema Uno, arriva in prima TV Downton Abbey: Il Gran Finale, il capitolo conclusivo di una delle saghe più amate degli ultimi vent’anni. Un appuntamento imperdibile per tutti i fan della famiglia Crawley e della sua fedele servitù, pronti a varcare per l’ultima volta i cancelli della celebre tenuta.
Il film, diretto da Simon Curtis e scritto dal creatore della serie Julian Fellowes, ci riporta all’inizio degli anni Trenta: Mary si trova al centro di uno scandalo pubblico mentre la famiglia deve fronteggiare serie difficoltà finanziarie, mettendo a rischio il nome e l’onore dei Crawley. Robert e Cora, pronti al ritiro nella Dower House appartenuta a Violet, affidano a Mary la piena responsabilità della tenuta, riconoscendola come nuova capofamiglia. Nel frattempo, lo staff si prepara a un nuovo capitolo, con la generazione più giovane pronta a raccogliere il testimone e guidare Downton verso il futuro.
Sullo sfondo di questi cambiamenti, un tocco di mondanità porta la famiglia a Londra per assistere a uno spettacolo teatrale con Guy Dexter e Noël Coward, dove ritroviamo anche Thomas Barrow, ormai lontano da Downton nel ruolo di assistente di Dexter. Ed è proprio durante quella serata che Molesley, tornato temporaneamente in servizio come cameriere, viene riconosciuto da Coward per il suo talento di sceneggiatore, aprendo nuove e inattese possibilità per il suo futuro.
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Un cast straordinario e il commosso addio a Maggie Smith
Il film riunisce il cast originale al gran completo: Hugh Bonneville, Michelle Dockery, Elizabeth McGovern, Laura Carmichael, Jim Carter, Brendan Coyle e Joanne Froggatt, affiancati da Paul Giamatti e Dominic West, che riprendono i rispettivi ruoli di Harold Levinson e Guy Dexter, e da nuovi ingressi come Joely Richardson, Alessandro Nivola, Simon Russell Beale e Arty Froushan. La colonna sonora è firmata ancora una volta da John Lunn, già autore delle musiche della serie e dei film precedenti.
Ma è inevitabile che su tutto aleggi la presenza assente di Maggie Smith, la leggendaria interprete di Violet Grantham, scomparsa nel 2024 dopo la fine delle riprese, avvenute tra marzo e maggio dello stesso anno ad Highclere Castle nello Hampshire. Hugh Bonneville, ospite di The One Show, ha ricordato quei giorni sul set con parole toccanti:
«È stato piuttosto toccante girare l’ultimo film sapendo che il personaggio era già morto e poi, nella realtà, Maggie Smith ci ha lasciati dopo che avevamo finito le riprese.»
Prima dei titoli di coda compare la dedica: “In loving memory of Dame Maggie Smith, 19342024”, un tributo che conferisce all’intero film una profondità emotiva difficile da descrivere a parole.
L’accoglienza è stata estremamente positiva: su Rotten Tomatoes il film ha ottenuto il 91% di recensioni positive su 137 critiche professionali, un punteggio di 66/100 su Metacritic e un 7,3 su IMDb assegnato dal pubblico. Al botteghino ha superato i 103 milioni di dollari di incasso mondiale, con circa 1 milione di euro raccolto solo in Italia.
Come e dove vedere tutta la saga su Sky e NOW
Per chi volesse immergersi o reimmergersi nell’universo di Downton prima o dopo la visione del gran finale, Sky ha organizzato una vera e propria maratona: dal 21 al 24 maggio su Sky Collection è possibile rivedere tutte e sei le stagioni della serie, che rimangono disponibili anche on demand su Sky e in streaming su NOW. I primi due film, Downton Abbey e Downton Abbey II Una Nuova Era, sono anch’essi disponibili on demand e su NOW, oltre ad approdare su Sky Cinema Romance.
Il Gran Finale è disponibile anche in 4K per i clienti Sky Q via satellite o Sky Glass con pacchetto Sky Cinema e con il servizio opzionale Sky HD 4K/Sky Ultra HD attivo. I clienti Sky da più di tre anni, grazie al programma loyalty Sky Extra, possono già godersi il film in anteprima on demand con Primissime.
Con questo terzo e ultimo film si chiude una saga cine-televisiva che ha attraversato oltre un decennio: 52 episodi TV distribuiti in sei stagioni dal 2010 al 2015, cinque speciali natalizi e tre lungometraggi, per un totale che ha fatto della famiglia Crawley uno dei punti di riferimento più solidi della narrativa in costume del XXI secolo.
