Domenica 19 aprile alle 21:15 su Sky Uno torna uno degli appuntamenti più attesi del palinsesto: Cucine da Incubo riparte con la sua dodicesima edizione, portando Antonino Cannavacciuolo nuovamente in giro per l’Italia a salvare ristoranti sull’orlo del baratro. Un format che, dalla sua prima messa in onda nel 2013, non ha mai perso il suo fascino anzi, continua ad attrarre pubblico grazie a un mix di tensione, emozione e voglia di riscatto difficile da imitare.
Lo show, Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy, è disponibile anche in streaming su Now e accompagna i telespettatori con la voce fuori campo di Christian Iansante, al microfono dalla già dall’ottava edizione. In ogni puntata, la formula è ormai rodata ma sempre efficace: Cannavacciuolo si presenta in un locale in crisi, prova il menù, osserva lo staff al lavoro, fa emergere le criticità dalle liti interne all’improvvisazione in cucina, passando per una qualità del cibo tutt’altro che all’altezza e poi fornisce la sua consulenza per ribaltare la situazione.
La vera novità di questa stagione è però l’ingresso di Paolo Stella, designer dal tratto contemporaneo e molto seguito anche sui social, che si affianca a Cannavacciuolo per guidare la trasformazione degli spazi. Non si tratta di un semplice restyling estetico: Stella porta una visione progettuale capace di coniugare identità, funzionalità ed estetica, ripensando ambienti spesso segnati da anni di abbandono e cattiva gestione. La sinergia tra l’esperienza imprenditoriale dello chef 8 stelle Michelin in carriera, di cui tre per il celebre Villa Crespi e la creatività del designer promette makeover completi da realizzare in tempi record, con risultati capaci di dare ai locali un’atmosfera del tutto nuova, finalmente a misura di cliente.
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Le tappe del nuovo viaggio: da Torre del Greco a Potenza
Questo nuovo ciclo di episodi porterà Cannavacciuolo attraverso sei diverse realtà italiane, ognuna con la propria storia e i propri problemi. Si parte da Torre del Greco, in provincia di Napoli, per poi spostarsi a Prato, Peschiera Borromeo e San Vittore Olona nell’hinterland milanese, quindi a Jesi, con tappa finale a Potenza. Un itinerario che racconta l’Italia in tutta la sua varietà: ristoranti di famiglia che non riescono a rinnovarsi, locali nati con entusiasmo e poi finiti in un vicolo cieco, attività che hanno perso clienti e identità nel tempo.
Il meccanismo narrativo che rende Cucine da Incubo così coinvolgente non è cambiato: c’è il “dietro le quinte” con le sue dinamiche tese e spesso imprevedibili, c’è la componente emotiva fatta di orgoglio ferito e desiderio di ripartire, e c’è soprattutto Cannavacciuolo, che riesce a incarnare allo stesso tempo autorità e vicinanza umana. Dopo la consulenza dello chef e il makeover firmato Stella, ogni staff si troverà a riaprire le porte con qualcosa di fondamentale che prima mancava: la consapevolezza degli errori commessi e gli strumenti concreti per non ripeterli.
