Presentato in concorso alla 79ª edizione del Festival di Cannes il 17 maggio scorso, Hope di Na Hong-jin non ha portato a casa la Palma d’Oro, ma ha scritto ugualmente la storia: il film ha già trovato distribuzione in oltre 200 territori, stabilendo il nuovo record assoluto per le prevendite internazionali di un titolo sudcoreano. Secondo PLUS M Entertainment, i contratti conclusi all’estero hanno già permesso di recuperare quasi la metà dell’intero budget di produzione ancora prima dell’uscita nelle sale, un risultato che nel settore viene considerato straordinario.
A confermare la portata dell’operazione è la lista delle società coinvolte nella distribuzione mondiale. NEON porterà il film nei mercati anglofoni, incluso il Nord America, mentre MUBI ne ha acquisito i diritti per America Latina, Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Turchia. A questi si affiancano Focus Features, UPI France e Sony Pictures Worldwide Acquisitions, insieme a una fitta rete di partner locali attivi in Asia, Europa orientale e Medio Oriente. Un dettaglio che gli osservatori del settore sottolineano con forza: diversi distributori coinvolti non avevano mai acquistato in precedenza un film coreano per una distribuzione territoriale autonoma, il che dà la misura della fiducia eccezionale riposta nel progetto.
Va ricordato che Hope rappresenta anche un traguardo sul piano della selezione festivaliera: è il primo film sudcoreano in concorso per la Palma d’Oro dal 2022, anno in cui Decision to Leave di Park Chan-wook fu selezionato nella stessa sezione, e il quarto titolo di Na Hong-jin a essere proiettato a Cannes, dopo The Chaser nelle Midnight Screenings del 2008, The Yellow Sea in Un Certain Regard nel 2011 e The Wailing fuori concorso nel 2016.
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Na Hong-jin punta tutto su un blockbuster fantascientifico in formato trilogia
Dopo dieci anni dal suo precedente lungometraggio, Na Hong-jin torna con un progetto che va ben al di là della definizione semplice di thriller: Hope è classificato più precisamente come un film di fantascienza con elementi di monster movie, costruito con ambizioni dichiaratamente internazionali e pensato sin dall’inizio come primo capitolo di una trilogia. Il secondo episodio è già stato scritto e, vista la ricezione del mercato, la sua realizzazione appare quasi certa.
La storia è ambientata a Hope Harbor, un remoto villaggio vicino alla Zona Demilitarizzata tra le due Coree, dove il capo del posto di guardia Bum-seok riceve dagli abitanti una notizia allarmante: è comparsa una tigre nei dintorni. Mentre il panico si diffonde tra la popolazione, l’uomo si trova a dover affrontare una realtà che supera ogni immaginazione, perché il villaggio finisce sotto l’attacco di misteriose creature ultraterrene dai tratti decisamente più inquietanti di una semplice tigre selvatica.
Il cast è di primo livello: accanto agli attori coreani Hwang Jung-min e Zo In-sung, e alla star di Squid Game Hoyeon, troviamo Taylor Russell, Cameron Britton, Alicia Vikander e Michael Fassbender. La presenza di questi ultimi due non è casuale: Vikander aveva già conosciuto Na Hong-jin attraverso Goksung e, appassionata del suo cinema, lo ha contattato durante gli anni di sviluppo del progetto, coinvolgendo poi suo marito Fassbender. I loro personaggi, che sembrano costruiti soprattutto in funzione dei capitoli successivi della trilogia, li hanno addirittura portati a studiare una lingua aliena creata appositamente per il film.
Sul piano produttivo, le stime parlano di un budget iniziale attorno ai 50 miliardi di won (tra i 35 e i 40 milioni di euro), ma fonti coreane più recenti indicano che i costi siano lievitati notevolmente durante la post-produzione, soprattutto per la CGI e gli effetti visivi, fino a sfiorare i 100 miliardi di won, cioè oltre 70 milioni di euro. Se confermato, si tratterebbe di uno dei film più costosi dell’intera storia del cinema coreano. La ricezione nelle proiezioni a Cannes è stata complessivamente molto positiva, anche se alcune critiche hanno riguardato la qualità degli effetti digitali, ritenuti da più parti non ancora all’altezza degli standard internazionali di questo tipo di produzione. Il film ha una durata di 2 ore e 40 minuti, un formato che potrebbe rappresentare una sfida per alcuni programmatori nelle sale.
L’uscita in Corea del Sud è prevista nell’estate del 2026, mentre il Nord America riceverà il film in autunno; la distribuzione raggiungerà poi progressivamente gli altri mercati. Per quanto riguarda l’Italia, dove sarà distribuito da MUBI, non è ancora stata comunicata una data ufficiale di uscita nelle sale.
