L’universo di La Casa di Carta non smette di conquistare il pubblico di tutto il mondo. Mentre lo spin-off Berlino torna con la sua seconda stagione, Netflix lascia intendere che il franchise non abbia ancora detto la sua ultima parola, e i fan della serie originale potrebbero avere presto ottime notizie.
Berlino e la Dama con l’ermellino in spagnolo Berlín y la dama del armiño è disponibile su Netflix dal 15 maggio 2026 con i suoi 8 episodi. Rispetto alla prima stagione, ambientata a Parigi, questa volta la gang di Pedro Alonso si sposta nel sud della Spagna, tra Siviglia e Málaga, per un colpo che ruota attorno al celebre dipinto La Dama con l’Ermellino. Ma come vuole il tipico stile di Berlino, il vero obiettivo è tutt’altro: il Duca di Málaga e sua moglie, una coppia che crede di poter ricattare il protagonista e che scoprirà, a proprie spese, quanto sia pericoloso sfidarlo. Tra i nuovi personaggi spicca Candela, una donna sivigliana imprevedibile e passionale interpretata da Inma Cuesta, affiancata da José Luis García-Pérez nei panni del bizzarro Duca e da Marta Nieto come la misteriosa Duchessa.
I numeri parlano da soli: nella prima settimana la serie ha totalizzato 6,2 milioni di visualizzazioni e oltre 46 milioni di ore di visione, debuttando direttamente al numero 1 nella Top 10 globale di Netflix per le serie non in lingua inglese, superando persino il romance coreano My Royal Nemesis. Al momento risulta in tendenza in 88 Paesi ed è il programma più visto in 54 di essi, tra cui Italia, Spagna, Francia, Germania, Argentina e Brasile. Un risultato che si inserisce nella scia di un franchise storicamente fortissimo sulla piattaforma: tre stagioni della serie originale occupano attualmente la quarta, la sesta e la settima posizione nella classifica all-time di Netflix per i contenuti non in lingua inglese, con 1,3 miliardi di ore di visione registrate tra il 2023 e la fine del 2025.
Vale la pena ricordare che la prima stagione di Berlino aveva avuto un’accoglienza critica piuttosto fredda un 70% su Rotten Tomatoes con un pubblico ancora meno convinto al 63% con alcune voci che lamentavano il tentativo di ammorbidire un personaggio amato proprio per la sua spietatezza. La seconda stagione sembra aver invertito questa tendenza, almeno sul piano dell’engagement del pubblico.
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Il Professor potrebbe tornare
Il vero colpo di scena, però, arriva da quello che Netflix ha annunciato dopo il lancio della stagione. Il 9 maggio 2026, sulle rive del Guadalquivir a Siviglia, migliaia di spettatori hanno assistito a uno spettacolo insolito: una barca carica di persone vestite con le iconiche tute rosse e le maschere di Dalí, mentre in sottofondo risuonava Bella Ciao. Netflix ha accompagnato l’evento con un messaggio volutamente ambiguo: “Le storie de La Casa di Carta non finiscono con Berlino e la Dama con l’Ermellino.”
Due giorni dopo, un nuovo teaser criptico è apparso sul canale YouTube ufficiale della serie, con Álvaro Morte il Professore della serie originale che si toglie la maschera di Dalí tra la folla, accompagnato dalla didascalia: “Every dream and every ship needs a captain.” La presenza delle tute e delle maschere, simboli indissolubilmente legati ai colpi del Professore più che alle avventure di Berlino, fa propendere molti verso l’ipotesi di un ritorno alla storia originale piuttosto che a una terza stagione dello spin-off.
Tra le indiscrezioni più concrete circola il titolo provvisorio Buscametales traducibile come Cercatori di metallo uno spin-off incentrato sulla polizia che seguirebbe l’Ispettore Tamayo nella caccia all’oro scomparso dopo la rapina alla Banca di Spagna. Si vocifera inoltre che Álvaro Morte possa apparire anche in questo progetto, creando un potenziale collegamento diretto tra i due grandi annunci e suggerendo una visione più ampia del franchise, capace di espandersi su più fronti contemporaneamente.
