Il destino di Striscia la Notizia tiene ancora banco nel mondo televisivo, e ora a parlarne è uno dei suoi ex volti più iconici: Vittorio Brumotti, ospite del Pulp Podcast condotto da Fedez e Mr. Marra, ha condiviso la sua visione sul declino del tg satirico, tra aneddoti personali e critiche aperte al suo ideatore Antonio Ricci.
È stato proprio Fedez ad aprire il tema, ricordando di aver subito in prima persona quello che definisce un uso improprio del programma: “Forse chi ha reso grande Striscia poi l’ha anche fatta tramontare, perché l’ha usata in modo improprio per scopi personali perdendo il senso di quel che era il programma”, ha detto il rapper, pur riconoscendo che Ricci rimane un “genio televisivo”. Un giudizio articolato, che bilancia rispetto e critica, e che ha aperto la strada alla testimonianza diretta di Brumotti.
Il biker, che ha collaborato con Striscia per 17 anni, non ha usato mezzi termini nel descrivere il rapporto con il papà del programma: “Ha una mente finissima che una persona, se non lo conosce, non può immaginare”. Ma ha anche ammesso che il percorso non è stato sempre lineare: “Con lui mi sono scornato un milione di volte. Il suo obiettivo era far parlare”. Brumotti ha rivendicato la propria autonomia creativa, precisando di non essere mai stato uno yes man e di aver voluto a tutti i costi la rubrica sullo spaccio, anche a costo di essere bloccato per dieci mesi. La critica più netta riguarda però la deriva tematica del programma: “Una critica che gli faccio è aver affrontato sempre troppo tematiche di politica, che è divisiva”.
Brumotti non è l’unico ad aver lasciato la trasmissione: anche Max Laudadio e Stefania Petyx hanno annunciato il loro addio. Nel suo caso, i motivi sono principalmente lavorativi: è attualmente impegnato in Realpolitik, il programma di Rete 4 condotto da Tommaso Abate, e sta lavorando a un progetto in cui gira l’Italia per raccontare le eccellenze del Made in Italy. Si era parlato anche di un possibile approdo in Rai, con voci su un programma informativo su Rai Due, ma l’indiscrezione è stata smentita da Giuseppe Candela su Dagospia.
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Rebus sul futuro di Striscia la notizia
Lo sfondo di questo dibattito è quello di un programma in crisi profonda, certificata dai numeri. Striscia la Notizia era nata negli anni Ottanta, era esplosa negli anni Novanta e aveva raggiunto il suo apice nei primi anni Duemila con quasi 9 milioni di telespettatori di media a puntata. Dal periodo del Covid in poi, il declino è stato inesorabile, fino a scendere per la prima volta sotto i 3 milioni nella stagione 2024-2025.
La mossa di Pier Silvio Berlusconi di spostare il programma dall’access prime time alla prima serata su Canale 5, dopo essere stato scalzato dalla Ruota della Fortuna che aveva raccolto ascolti straordinari, si è rivelata tutt’altro che vincente. I dati parlano chiaro: la quarta puntata del 12 febbraio ha registrato appena 1.773.000 telespettatori con l’11,7% di share, contro i 3.790.000 spettatori (23,2% di share) di Don Matteo 15 su Rai 1. La media complessiva dell’esperienza in prima serata si è fermata al 12,7% di share, con un picco negativo del 10,3% il 19 febbraio: la peggiore della storia del programma.
C’è anche chi ha avanzato un’ipotesi più cinica, immaginando che Berlusconi fosse già consapevole dell’insostenibilità della prima serata e abbia deliberatamente lasciato che Striscia andasse incontro al flop, per giustificarne così una definitiva chiusura. Un’interpretazione suggestiva, benché non confermata da alcuna fonte ufficiale. Lo stesso Ad di Mediaset, dopo aver ringraziato personalmente Ricci, si è limitato a dichiarare: “Sul futuro, adesso a brevissimo parlerò con Antonio e capiremo come orientarci e di che progetti parlare”, aggiungendo soltanto: “Oggi diciamo che siamo in pausa… Ma apprezzo onestamente il coraggio, perché non è facile”. Parole che lasciano tutto aperto, senza alcun impegno concreto in un senso o nell’altro.
Quello che è certo è che Pier Silvio Berlusconi, quando si tratta di scelte editoriali, ha già dimostrato di non avere esitazioni: emblematico il caso di Barbara D’Urso, che ha reso noto di aver querelato Mediaset per le modalità con cui è stata allontanata dall’azienda di Cologno Monzese. Se il futuro di Striscia sia quello di una lunga pausa o di una chiusura definitiva, per ora, resta una domanda senza risposta.
