Netflix ha finalmente rotto il silenzio: la seconda e ultima parte di Cent’anni di solitudine ha una data ufficiale, e con essa arriva anche il primo teaser trailer che ci dà un assaggio di come si concluderà la saga della famiglia Buendía. L’immagine simbolo è già eloquente: un albero spoglio, contrapposto a quello rigoglioso della prima parte, a anticipare la discesa verso il compimento della maledizione di Úrsula Iguarán.

Il piano di uscita prevede sette nuovi episodi disponibili dal 5 agosto 2026, mentre il capitolo finale arriverà separatamente il 26 agosto 2026 sotto forma di episodio speciale dalla durata quasi cinematografica, diretto da Laura Mora. Una scelta editoriale precisa, non casuale, come vedremo.

La prima parte della serie, uscita l’11 dicembre 2024 con i primi otto episodi, aveva già conquistato critica e pubblico con un consenso raro: il 90% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, riportando il realismo magico di Gabriel García Márquez al centro del dibattito culturale globale. Ora si tratta di chiudere il cerchio.

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Cosa racconta la Parte 2 e perché il finale è un caso a sé

La seconda parte coprirà gli ultimi cinquant’anni della storia narrata nel romanzo, seguendo le nuove generazioni della stirpe Buendía mentre Macondo si avvicina al proprio declino. Dopo l’armistizio e la firma del trattato di Neerlandia, il conflitto sembrava concluso, ma i Conservatori, ancora timorosi di possibili ritorsioni del colonnello Aureliano Buendía, orchestrano un attentato che, con quella logica paradossale tipica del realismo magico, porta in città Fernanda del Carpio, giunta da Bogotá. Fernanda sposerà Aureliano Segundo, uno dei due gemelli irrequieti figli illegittimi di Arcadio.

L’altro gemello, José Arcadio Segundo, assorto nei manoscritti del patriarca, realizzerà il sogno folle di collegare Macondo al mondo attraverso la ferrovia, aprendo le porte alla compagnia bananiera che scatenerà la caduta definitiva della città e porterà a compimento la maledizione.

La regista Laura Mora, che dirigerà cinque episodi su otto (compreso il capitolo conclusivo, mentre Carlos Moreno ne firma gli altri tre), ha descritto l’approccio della nuova stagione in termini chiari:

«Abbiamo portato la serie a un livello superiore dal punto di vista estetico, narrativo, sonoro e musicale per costruire un finale molto più cinematografico ed emozionante. Dopo aver vissuto in quella casa e in quella città per tre anni, sentivamo che la conclusione di questo viaggio dovesse essere altrettanto grandiosa, epica e cinematografica.»

La scelta di pubblicare il finale come episodio separato non è stata una decisione improvvisata. Francisco Ramos, vicepresidente dei contenuti Netflix per l’America Latina, ha spiegato che già in fase di scrittura e pre-produzione il team creativo si era reso conto che l’ampiezza del romanzo richiedeva qualcosa di diverso da un normale episodio conclusivo:

«Siamo arrivati alla conclusione che il modo migliore per raccontare il romanzo in tutta la sua ampiezza e ambizione richiedesse un formato diverso da quello di un episodio standard, ma piuttosto un Gran Finale capace di rappresentare adeguatamente la conclusione del capolavoro del premio Nobel colombiano.»

Vale la pena ricordare che Natalia Santa, head writer colombiana della serie, ha rivelato un dettaglio interessante sul perché l’adattamento funzioni così bene: ha pensato che la forma della soap opera fosse l’unica capace di contenere la vastità generazionale del romanzo, un’intuizione che si è dimostrata vincente.

Sul fronte produttivo, le riprese della seconda parte sono iniziate in Colombia nel febbraio 2025, continuando la tradizione di girare interamente nel paese con il supporto diretto della famiglia di García Márquez. La serie, prodotta dalla casa colombiana Dynamo, ha già vinto i premi Highest Impact e Best Executive Production ai Premios Aura 2025 e ha generato un impatto economico da 54 milioni di dollari sull’economia colombiana secondo i dati Netflix. Per chi segue la versione italiana, il doppiaggio è diretto da Stefano Mondini e vede, tra gli altri, Stefano Crescentini nel ruolo del narratore e Massimo Rossi come Melquíades.