Meta ha deciso di rimuovere definitivamente i profili social di Fabrizio Corona, una mossa che ha scatenato un acceso dibattito sulla libertà di espressione e sui limiti imposti dalle piattaforme digitali. La decisione arriva dopo una serie di controversie legate al format Falsissimo e alle recenti dichiarazioni dell’ex re dei paparazzi.
La versione ufficiale di Meta
Un portavoce di Meta ha fornito una spiegazione lapidaria ma chiara: “Abbiamo rimosso gli account per violazioni multiple degli standard della nostra community“. La dichiarazione, confermata anche al Sole 24 Ore, sottolinea come la decisione non sia stata presa alla leggera, ma sia il risultato di infrazioni ripetute alle regole della piattaforma.
Le violazioni sembrano essere legate al contenuto stesso dei video di Falsissimo, dove Corona ha utilizzato linguaggio volgare, mostrato foto private (seppur sfocate) e mosso accuse pesanti contro diversi personaggi del mondo dello spettacolo. Facebook e Instagram, come sappiamo, sono particolarmente severi su questi aspetti – basta davvero poco per incappare in un loro intervento.
La battaglia legale con Mediaset
Il caso si complica ulteriormente considerando la disputa con Mediaset. L’azienda di Cologno Monzese aveva richiesto e ottenuto la rimozione del terzo episodio di Falsissimo Il Prezzo del Successo per uso non autorizzato di materiale di sua proprietà. Corona aveva successivamente ripubblicato il video su YouTube, eliminando le parti contestate, ma anche questa versione è stata rapidamente rimossa.
Il video, che in poche ore aveva raggiunto il milione di visualizzazioni, conteneva nuovi attacchi contro noti presentatori di trasmissioni Mediaset. La pressione legale dell’azienda potrebbe aver spinto Meta a prendere misure drastiche per tutelarsi da eventuali conseguenze legali.
La difesa dell’avvocato Chiesa
Ivano Chiesa, legale di Corona, non usa mezzi termini nel definire l’accaduto. Durante il servizio del Tg1, l’avvocato ha parlato di “censura antidemocratica“, sostenendo che l’obiettivo sia quello di mettere a tacere il suo assistito. “Non so il perché della rimozione, ma è a rischio la libertà di parola“, ha dichiarato Chiesa, aggiungendo che si tratta di “un’operazione di censura impressionante, degna di altri Paesi non democratici“.
Contattato dall’agenzia LaPresse, Chiesa ha rivelato di aver sentito direttamente Corona, che gli avrebbe fornito una versione leggermente diversa da quella ufficiale di Meta. Secondo quanto riferito dall’ex paparazzo, le notifiche ricevute riguarderebbero violazioni del copyright piuttosto che generiche trasgressioni delle norme della community, collegando così la rimozione alle richieste di Mediaset.
Il sostegno popolare e le reazioni
L’avvocato Chiesa sottolinea come il supporto popolare verso Corona sia tangibile: “Le persone hanno capito che l’obiettivo era solo quello di metterlo a tacere e io vedo, quando mi fermano in strada, che sono tutti con Fabrizio“. Questa dichiarazione evidenzia come la vicenda abbia assunto dimensioni che vanno oltre il semplice scontro legale, trasformandosi in un caso di opinione pubblica.
La rimozione dei profili social arriva in un momento particolare per Corona, che si trova indagato dalla Procura di Milano per revenge porn e diffamazione aggravata, accuse legate alle sue dichiarazioni sul presunto “sistema Signorini” e sui favori intimi in cambio di partecipazioni televisive. Il conduttore Alfonso Signorini aveva respinto le accuse e aveva sporto querela contro l’ex paparazzo.
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