L’ultima puntata stagionale di Vita in Diretta si è trasformata in qualcosa di molto più grande di un semplice arrivederci estivo: una vera e propria cerimonia d’addio, carica di emozione, per una parte significativa della squadra che ha reso grande il programma pomeridiano di Rai 1.
Al centro dei saluti c’era Barbara Di Palma, inviata storica del programma da ben 24 anni, che ha raggiunto il centro dello studio visibilmente commossa, in lacrime, per abbracciare Alberto Matano. Quest’ultimo ha voluto renderle omaggio con parole sentite:
«Voglio ringraziare moltissimo Barbara Di Palma per il suo lavoro straordinario. Dopo 24 anni, la maggior parte dei quali passati qui, in questo programma, sa fare tutto e sono convinto che farà benissimo anche nella prossima destinazione della Rai di Torino.»
Abbracciando la collega, Matano ha poi allargato il pensiero a tutti coloro che lasciano il programma: «Abbracciando te, abbraccio tutti i colleghi che proseguono il loro percorso in altre avventure». Tra questi figura anche Luca Forlani, già al lavoro per la TGR Liguria. Il conduttore ha poi ringraziato esplicitamente il direttore Angelo Mellone e il responsabile della produzione Marco Cuzzolo, oltre naturalmente al pubblico, dando appuntamento al 7 settembre per la ripresa.
Il momento ha messo in luce una realtà spesso invisibile agli spettatori: un programma quotidiano non si regge soltanto sul volto del conduttore, ma su una rete di inviati, autori e redattori che lavorano ogni giorno dietro e davanti alle telecamere. A chiudere in festa l’ultima puntata ci ha pensato Valeria Marini, che ha regalato al pubblico un’esibizione del suo nuovo brano Divina, trasformando i saluti finali in un momento di spettacolo e leggerezza.
Da oggi, lunedì 29 giugno, la conduzione dello spazio pomeridiano passa a Manuela Moreno, che terrà compagnia al pubblico per tutta la stagione estiva.
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127 giornalisti stabilizzati, ma i programmi ci rimettono
Dietro l’emozione dei saluti c’è una decisione aziendale di portata significativa: la Rai ha assunto a tempo indeterminato 127 giornalisti, tutti destinati alla Testata Giornalistica Regionale. L’Amministratore Delegato Giampaolo Rossi ha definito questo passaggio la conclusione di un percorso di stabilizzazione «avviato per restituire piena dignità professionale a colleghi impiegati in Rai con contratti non giornalistici o a partita IVA».
Per i diretti interessati si tratta di una crescita a tutti gli effetti: non solo dal punto di vista della stabilità contrattuale, ma anche economico, con retribuzioni più alte rispetto alle precedenti condizioni. Le varie sedi della TGR, dal canto loro, si rafforzano acquisendo professionisti già formati e con anni di esperienza sul campo.
Il rovescio della medaglia riguarda i programmi che questi giornalisti lasciano. Vita in Diretta è l’esempio più emblematico: perderà ben 18 collaboratori, una cifra che pesa in modo concreto sull’organizzazione della trasmissione. Lo stesso Matano non ha nascosto il dispiacere:
«Dal punto di vista personale, affettivo e lavorativo per me è una perdita secca. Sono colleghi che ho allevato e che hanno contribuito al successo del programma.»
Una dinamica che racconta bene la complessità di questa operazione: giusta e doverosa per chi finalmente ottiene un contratto stabile, ma che lascia un vuoto reale nelle redazioni dei programmi che quei professionisti hanno animato per anni.
