Vittoria a sorpresa a Vienna per la 27enne di Varna: 516 punti, 173 in più del secondo classificato. Il titolo del brano è slang giamaicano e vuol dire “rivolta”. Ecco di cosa parla il testo, e chi è davvero la nuova regina dell’Eurovision.

Tre minuti scarsi di dance-pop tagliato con fiati e ritmi balcanici, una coreografia in stile commando e una sola parola in bocca a tutti: bangaranga. Sabato sera, sul palco della Wiener Stadthalle, è bastata a regalare alla Bulgaria la sua prima vittoria all’Eurovision dopo vent’anni di tentativi. Quando si è acceso il tabellone finale, Dara ha staccato Israele di 173 punti. Un margine che non si vedeva dai tempi di “Fairytale” di Alexander Rybak a Mosca 2009.

Cosa vuol dire “Bangaranga”

Il titolo arriva dal patois giamaicano e si può tradurre con “tumulto”, “rivolta”, o anche “baraonda”. Dara, però, gli ha dato una lettura tutta sua. Bangaranga, ha spiegato alla tv pubblica bulgara, è una sensazione che ognuno si porta dentro: il momento in cui scegli di muoverti spinto dall’amore e non dalla paura. Un mantra travestito da inno da discoteca.

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Di cosa parla il testo

Il pezzo è prodotto dal rumeno Monoir e firmato a più mani con la norvegese Anne Judith Stokke Wik e il greco Dimitris Kontopoulos. La costruzione è semplice e funziona proprio per questo. Si apre con un invito a risvegliarsi, ad arrendersi alle luci stroboscopiche di una notte in cui nessuno dormirà. Il ritornello entra subito, una litania ipnotica che ripete la parola titolo finché non si fissa in testa.

Il cuore della canzone è il verso che incolla insieme identità opposte. Dara si presenta come angelo e demone allo stesso tempo, una psicopatica senza un perché, una che provoca, non segue, comanda. Più che una storia è un manifesto di autoaffermazione. Il finale promette al pubblico di tirarlo su di giri e di lasciarlo senza fiato, poi tutto rientra dentro il chorus.

Sul palco l’effetto è amplificato dalla regia di Fredrik Rydman, già in cabina per la Svezia di Måns Zelmerlöw nel 2015 e per la Svizzera vincitrice nel 2024. A Vienna ha tirato fuori una messa in scena quasi militare, corpo di ballo in formazione, luci che pulsano sui beat drop, cambi di livello a ripetizione.

Chi è Dara

Dietro il nome d’arte c’è Darina Nikolaeva Yotova, nata il 9 settembre 1998 a Varna, sulla costa bulgara del Mar Nero. Studi alla scuola d’arte Dobri Hristov, dove ha lavorato la voce fin da ragazzina. La prima vetrina nazionale arriva a 17 anni, nel 2015, con il terzo posto a X Factor Bulgaria. L’anno dopo firma per Virginia Records e pubblica il singolo “Kvo Ne Chu”, che diventa il video più visto in Bulgaria di tutto il 2016.

Da lì in poi i numeri uno in airplay si sono accumulati. “Thunder” nel 2021, “Call Me” in duetto con il rumeno Matteo e “Mr. Rover”, entrambi del 2022, sono i tre brani che le hanno costruito l’identità di popstar dei Balcani. Proprio “Mr. Rover” le ha aperto qualche porta fuori dalla regione: nel 2023 ne ha fatto una cover il cantante k-pop Kai, mossa che le ha portato visibilità in Asia.

Nel mezzo, una carriera televisiva parallela. Due stagioni come coach a “The Voice of Bulgaria”, nel 2021 e 2022. Secondo posto a “Dancing Stars” nel 2024. Il catalogo ha superato gli 80 milioni di stream e visualizzazioni, con collaborazioni che la portano oltre i confini balcanici: Chris Young, già al lavoro con Rod Stewart e Kylie Minogue, e Jungleboi, nel curriculum di Zayn e Rihanna.

Il primo album, “Rodena takava”, è uscito nel 2022 e raccoglieva i pezzi che l’avevano fatta conoscere. Nel 2025 è arrivato “ADHDARA”, lavoro più personale: il titolo gioca con il suo nome e con la diagnosi di ADHD, di cui Dara ha parlato apertamente in tv come parte della propria identità artistica.

La selezione bulgara e il colpo finale

C’è un dettaglio che a Vienna in pochi sapevano. Alla selezione nazionale del 31 gennaio Dara non si è presentata con “Bangaranga”, ma con “Thunder”, uno dei suoi cavalli di battaglia. La vittoria, sia al televoto sia in giuria, è stata netta. La canzone vera e propria per l’Eurovision è stata scelta solo il 28 febbraio, in una seconda fase del processo di selezione.

A Vienna, poi, ad accumulare punti, “Bangaranga” ha guidato sia la classifica delle giurie sia quella del televoto. Cosa che a Eurovision non capitava da dieci anni. La Bulgaria, tornata al concorso quest’anno dopo essersi ritirata dal 2022 per motivi economici, ospiterà l’edizione 2027.