Tre anni lontana dai riflettori, un processo in corso contro Mediaset e ora una nuova intervista in cui Barbara d’Urso torna a parlare apertamente di tradimenti, silenzi e distanze. Ospite de La Stampa, la conduttrice ha colto l’occasione per togliersi più di qualche sassolino dalla scarpa, parlando di colleghi, opinionisti e di un mondo dello spettacolo che, a suo dire, l’ha quasi del tutto abbandonata.
Tutto è partito da una domanda apparentemente innocua sulla sua migliore amica Angelica Pizzuti, oggi al timone di un programma su Food Network. Rispondendo, d’Urso ha tracciato un bilancio amaro di sedici anni di carriera a Mediaset:
“In questi 16 anni direi, ancora senza temere smentite, di averne lanciati parecchi di personaggi, che sono ancora in televisione. È curioso notare come alcuni di loro oggi provino a riscrivere la storia, sminuendomi pubblicamente o remandomi contro. Alcuni, pensi, sono addirittura spariti, come se si vergognassero di essere stati miei ospiti o miei opinionisti. O forse di conoscermi. Sono così scomoda?”
Una frecciata diretta, anche se priva di nomi espliciti, che apre inevitabilmente a interrogativi su chi, tra i volti lanciati nei suoi salotti televisivi, abbia scelto di prendere le distanze nel momento più delicato. La stessa conduttrice ha ammesso di aver ricevuto pochissima solidarietà dal mondo dello spettacolo in questi trentasei mesi: “Sono stati davvero pochi i colleghi che, pubblicamente o privatamente, mi hanno espresso solidarietà”. Non tutti, però, si sono allontanati: alcuni opinionisti le sarebbero rimasti vicini e si sarebbero detti disponibili a testimoniare in suo favore nel processo contro l’azienda di Cologno Monzese, insieme ad autori e produttori televisivi.
D’Urso ha chiuso quella parte dell’intervista con una citazione di Totò che la dice lunga sul suo stato d’animo: “Siamo uomini o caporali?”, aggiungendo con apparente rassegnazione che i fatti non si cancellano e che certe dinamiche non le appartengono.
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La battaglia legale con Mediaset e i progetti saltati in Rai
Il quadro che emerge dall’intervista va però ben oltre le frecciate agli ex collaboratori. Al centro c’è ancora la causa legale contro Mediaset, una vicenda articolata che tocca diversi punti: la richiesta di scuse per un post pubblicato a marzo 2023 dal profilo ufficiale “Qui Mediaset” (che l’azienda ha definito frutto di un hacking), il mancato pagamento dei diritti d’autore per sedici anni di programmi e per il format di sua proprietà Live non è la D’Urso, e le presunte ingerenze nella scelta degli ospiti, che sarebbero stati soggetti ad approvazione esterna.
D’Urso rivendica inoltre la paternità di Pomeriggio 5 con una logica semplice ma tagliente: “Se si fosse chiuso un ciclo, avrebbero chiuso il programma. Invece è andato avanti identico, ma con il crollo degli ascolti”. Smentisce anche la cifra di 35 milioni di euro che sarebbe circolata come suo compenso totale in sedici anni, definendola “una notizia falsa, uscita per farmi apparire come una privilegiata interessata solo ai soldi”.
Mediaset, per voce del proprio legale Andrea Di Porto, ha respinto ogni addebito, definendo la ricostruzione dei fatti “strumentale e non corrispondente alla realtà” e le pretese risarcitorie “del tutto infondate”. Fascino, la società di produzione legata a Maria De Filippi, ha smentito l’esistenza di qualsiasi lista di ospiti graditi o sgraditi, e fonti vicine a Verissimo hanno escluso che Silvia Toffanin abbia mai esercitato filtri preventivi sui nomi degli ospiti.
Sul fronte Rai, d’Urso sostiene di essere arrivata per ben tre volte a un passo dalla firma per trasmissioni in prime time, compreso un possibile reboot di Carramba che sorpresa, salvo vedersi bloccare tutto da un presunto veto imposto da Mediaset. Vale la pena notare, però, che in questi anni la conduttrice non ha collaborato nemmeno con altri gruppi televisivi come La7, Sky, Discovery o le piattaforme streaming.
Guardando avanti, d’Urso assicura di essere tutt’altro che ferma: starebbe lavorando a una docuserie per raccontare la propria versione di questa vicenda, un’operazione editoriale simile a quella già vista con Unica di Ilary Blasi. “Sto costruendo molte cose che vi sorprenderanno”, ha promesso, lasciando intendere che il capitolo successivo della sua storia sia già in fase di scrittura.
