Martedì 28 aprile, in prima serata su Retequattro, È sempre Cartabianca torna con una puntata densa di temi caldi: dalla sparatoria al Gala dei media di Washington allo stallo diplomatico con l’Iran, fino alla testimonianza in diretta di una delle persone ferite durante le manifestazioni per il 25 aprile a Roma. A condurre, come sempre, Bianca Berlinguer, con tra gli ospiti Sigfrido Ranucci e Giuseppe Cruciani.

Al centro della serata c’è innanzitutto la sparatoria avvenuta il 25 aprile nella lobby dell’hotel Hilton di Washington, dove si stava svolgendo la tradizionale cena con i corrispondenti della Casa Bianca, alla presenza di Donald Trump, del vicepresidente JD Vance e di circa 2.600 giornalisti. L’autore dell’attacco è stato identificato come Cole Tomas Allen, 31enne di Torrance, in California, che si descrive online come insegnante, ingegnere e sviluppatore di videogiochi indipendente. Allen ha superato di corsa un metal detector vicino all’ingresso principale, estraendo un’arma da fuoco nel tentativo di raggiungere la sala da ballo dove si trovava il presidente: un agente del Secret Service gli ha sbarrato la strada, venendo colpito da un proiettile, fortunatamente fermato dal giubbotto antiproiettile.

L’addetta stampa della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha definito l’episodio il terzo attentato contro Trump, dopo i due tentavi del 2024. Allen aveva lasciato ai familiari un manifesto in cui si autodefiniva “Assassino Federale Amichevole” e annunciava piani per colpire alti funzionari dell’amministrazione. Sui suoi profili social erano presenti contenuti con retorica anti-Trump e anti-cristiana. Trump stesso ha raccontato i momenti concitati dell’evacuazione: «Al momento del boato non capivo se era un vassoio che cadeva o una pallottola», ha detto ancora in smoking davanti ai giornalisti, aggiungendo di aver resistito a lungo prima di cedere alle insistenze degli agenti dei servizi segreti. Non è un dettaglio secondario che il Washington Hilton sia lo stesso luogo dell’attentato a Ronald Reagan nel 1981.

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La puntata affronterà poi la situazione in Medio Oriente, con un approfondimento sullo stallo nelle trattative tra Stati Uniti e Iran. L’attacco preventivo lanciato il 28 febbraio da Washington e Israele con l’obiettivo di far cadere il regime di Teheran ha invece gettato nel caos l’intera regione del Golfo Persico. I negoziati ripresi in Pakistan procedono a rilento, con l’Iran che ha escluso qualsiasi incontro diretto, accettando solo comunicazioni tramite mediatori, nonostante la proroga unilaterale del cessate il fuoco annunciata dagli Stati Uniti. Nel frattempo Trump registra indici di gradimento ai minimi storici, con un gradimento sceso al 33%, e una parte dell’opinione pubblica americana sospetta che il presidente sia stato in qualche modo costretto a seguire la linea di Israele, evocando il cosiddetto dossier Epstein come possibile leva di pressione.

La testimonianza di Rossana Gabrieli, ferita il 25 aprile a Roma

Tra i momenti più attesi della serata ci sarà la testimonianza in diretta di Rossana Gabrieli, colpita insieme al compagno Nicola Fasciano durante le manifestazioni per il 25 aprile nei pressi di Parco Schuster, vicino a via delle Sette Chiese, a Roma. Mentre la coppia stava cercando una gelateria nella zona, un uomo a bordo di uno scooter chiaro, con casco integrale e giacca mimetica, si è avvicinato ed ha esploso almeno quattro colpi con una pistola ad aria compressa, presumibilmente una softair, da una decina di metri di distanza, per poi fuggire verso viale Ostiense.

Gabrieli ha raccontato che l’aggressore non è nemmeno sceso dal mezzo: ha semplicemente puntato il braccio e sparato. Entrambe le vittime indossavano il fazzoletto dell’ANPI al collo, e per lei il movente non lascia spazio a dubbi: «Questo soggetto non conosceva me, ero una donna qualunque, ma ero il suo bersaglio perché avevo al collo il fazzoletto dell’ANPI. Sono stata colpita perché antifascista». Ha poi voluto esprimere pubblicamente gratitudine alle forze dell’ordine, descrivendone il comportamento come «professionale, ma anche umano incredibile». Sul posto sono stati trovati piombini compatibili con un’arma ad aria compressa e gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza per risalire all’identità dell’aggressore.

La puntata dedicherà spazio anche a quanto accaduto a Milano durante le stesse commemorazioni, con gli insulti alla Brigata Ebraica, completando così un quadro del 25 aprile 2026 segnato da tensioni e violenze che hanno riacceso il dibattito pubblico sul clima politico nel paese.