Vergognoso. Non sono passate neanche 24 ore da quando Marco Bellavia ha abbandonato il Grande Fratello Vip 7 e ancora subisce disdicevoli prese in giro, derisioni, insulti e mistificazioni anche a distanza. Incredibile che stia capitando tutto questo davanti ai nostri occhi. Giovanni Ciacci stamani si è reso tristemente protagonista di un episodio del genere, proprio lui che ha dichiarato di esser arrivato nel reality per combattere la stigmatizzazione della sieropositività, è uno dei protagonisti di questo becero spettacolo di scherno e derisione ai danni di una persona che non sta bene psicologicamente.

Gli utenti sul web chiedono immediati provvedimenti contro tutti i vipponi coinvolti perché non solo debba essere condannata la discriminazione contro la sieropositività, l’omosessualità, la transessualità, ecc… ma a anche quella contro le persone che vivono una condizione di disagio psichico. Ma andiamo a scoprire quali parole sono state utilizzate questa volta.

GF VIP 7, Giovanni Ciacci protagonista di nuovi insulti contro Marco Bellavia

Stamani Giovanni Ciacci conversando amorevolmente con Charlie Gnocchi e Patrizia Rossetti si è reso protagonista di un racconto che fa venire la pelle d’oca. Lo stylist testimonial contro la discriminazione ha raccontato di aver detto a Pamela Prati:

“Un Marco ce lo siamo levati dai cog….i”. 

Una battuta, a detta anche di Charlie Gnocchi, ma che fa ridere solamente loro.

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La campagna contro i giovani: “Mirare, puntare e fuoco”

I tre hanno anche discusso del conflitto generazionale tra loro e i giovani. La strategia è: eliminare tutti i ragazzi/e perché altrimenti saranno loro ad eliminarli. Devono essere buttati fuori dal programma, perché solo loro adulti hanno delle storie da raccontare, mentre invece le loro vicende sono più per cercare la visibilità, come presuppongono sia l’avvicinamento tra Edoardo Donnamaria e Antonella Fiordalisi.

Ciacci ancora protagonista di clip di dubbio gusto si esprime con queste parole:

“Va capito chi va fatto fuori che ci dà più fastidio… fastidio nel gioco”.

Poi ancora ha continuato con questa teoria:

“Mirare, puntare e fuoco. Se vogliamo avere la sopravvivenza dobbiamo fare come gli elefanti, sennò finiamo come mammut”.