Truffe Alimentari: Quando gli Spaghetti Non Sono Made in Italy!

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Spaghetti turchi sequestrati alla Garofalo: 1 milione di chili di pasta fermi da mesi nel porto di Genova.

Sarebbero circa 1 milione i chili di spaghetti turchi sequestrati dalle Fiamme Gialle e fermi da qualche mese nel porto di Genova. Il carico di pasta sottoposto a sequestro risulterebbe prodotto in Turchia e questa parrebbe essere la motivazione che avrebbe fatto scattare il sequestro del prodotto e la conseguente indagine per violazione delle normative in difesa del Made in Italy.

E’ da sottolineare che il carico di spaghetti turchi sequestrati alla Garofalo non rappresenterebbe un rischio per la salute del consumatore finale. Il prodotto sarebbe semplicemente di qualità inferiore. Gli spaghetti turchi risulterebbero, infatti, prodotti con una percentuale più elevata di farina di grano tenero invece che di solo grano duro.

Il punto focale dell’indagine è comunque la provenienza del prodotto. Gli spaghetti vengono prodotti in Turchia e non in Italia. Questo comporta prima di tutto una corretta etichettatura degli spaghetti turchi con il marchio “Made in Turkey” e in secondo luogo la vendita nei supermercati ad un prezzo diverso rispetto ai prodotti a marchio ” Made in Italy”. Gli spaghetti turchi dovrebbero quindi essere venduti ad un prezzo inferiore e non equiparati a quelli italiani.

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Si tratta quindi di una ennesima truffa alimentare? Non dimentichiamoci della recente truffa legata all’olio d’oliva, venduto come extravergine mentre era invece di qualità inferiore, o di quella del sugo pronto marchiato “Made in Italy” e poi prodotto con pomodori cinesi. Adesso è il turno degli spaghetti turchi venduti come fossero un prodotto italiano?

Nessuna truffa! Gli spaghetti turchi sono destinati al mercato africano, si difende il pastificio Garofalo.

Dalle spiegazioni fornite dal pastificio, sembrerebbe davvero essere stato tutto un malinteso. L’avvocato Alberto Casselli Lapeschi, che tutela il pastificio, ha già presentato istanza di ricorso in Cassazione per il dissequestro del prodotto.

In una nota dell’ufficio stampa del pastificio vengono riassunti i motivi del sequestro e la loro conseguente risposta. Vediamo i punti chiave:

  1. Gli spaghetti turchi sequestrati non sarebbero appartenenti al pastificio che produce la pasta per il mercato italiano a Gragnano, bensì un altro brand della stessa società, chiamato Santa Lucia, che ha sede in Turchia. Il brand sarebbe nato quasi quarant’anni fa per il mercato africano a cui è tutt’ora dedicato.
  2. Il prodotto sequestrato è destinato esclusivamente al mercato africano è non vi è nessuna intenzione di importarlo per quello italiano.
  3. La pasta non sarebbe stata importata ma sequestrata allo stato estero. La ditta Garofalo afferma di essere in possesso di tutti i documenti che attestano che la merce era effettivamente diretta in Africa e risulterebbe transitata nel porto di Genova solo per un trasbordo da un vettore ad un altro.
  4. La scelta del pastificio di produrre in Turchia sarebbe riconducibile alla volontà di mantenere vivo il marchio Santa Lucia e alla conseguente necessità di ribassare i costi in modo da rimanere competitivi, sopratutto sul mercato turco.
  5. La qualità degli spaghetti turchi non è inferiore a quella effettivamente dichiarata. Sembrerebbe che questa sia stata certificata da analisi sul prodotto che però non sarebbero mai pervenuti alla ditta Garofalo.
  6. Il pastificio Garofalo si dichiara non responsabile di alcuna violazione, difatti le confezioni di spaghetti turchi sequestrati risulterebbero regolarmente contrassegnate dal marchio “Made in Turkey”.

Sembrerebbe quindi non esserci davvero nessuna truffa. Gli spaghetti turchi non verranno distribuiti nei nostri supermercati al prezzo di prodotti Made in Italy. Anche se il dubbio sulla necessità di far transitare la merce in Italia rimane.

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