Riproduzione in Provetta: È Finita l’Era dell’Accoppiamento?

riproduzione in provetta

È davvero finita l’era dell’accoppiamento?

Sembrerebbe di sì. La riproduzione in provetta sarà la nuova (nuova?) frontiera.  Riproduzione in provetta, altro che amplessi. Anni e anni di femminismo e di mani a triangolo, di ” l’utero è mio e me lo gestisco io “, di machismo e di vampismo, di uomini con la sindrome di Narciso e donne con la sindrome di Lady Oscar, di uomini che amano uomini, donne che amano donne, uomini che amano uomini ma non disdegnano le donne, donne che amano le donne ma non disdegnano gli uomini, masters/mistresses & slaves, sado e maso, masturbatori e scambisti, transgender e gender fluid, transessuali e pansessuali; insomma, anni di impegno sociale ed economico, manifesto e nascosto, con tentativi tenaci e ripetuti di sdoganare l’accoppiamento abolendo i balzelli dell’affettività e del fine riproduttivo, per renderlo finalmente (a detta di molti) quello che  è, cioè svago, piacere e attività fisica; tutti questi sforzi e tentativi stanno finalmente avendo un positivo riscontro e il feedback tanto atteso: riproduzione in provetta.

Basta copule per procreare, l’attività sessuale è un gioco, ovvero, secondo la definizione Treccani di gioco, “un’occupazione gradevole e poco impegnativa che serve a far passare piacevolmente il tempo”, il fine riproduttivo è in effetti una realtà ma è soprattutto cattolicesimo becero. E i bambini, fra vent’anni, secondo una certa scienza, verranno decisi in laboratorio, la riproduzione in provetta non sarà  più l’eccezione ma la norma, con metodologie sempre meno invasive e all’avanguardia.

Riproduzione in provetta: i bambini li faremo così

Il progresso si appresta a slegare dalla riproduzione la ‘conoscenza in senso biblico’. Riproduzione in provetta: questo è il futuro prossimo. Secondo lo studio The end of sex: the future of human reproduction, dello scienziato Hank T. Greely, l’accoppiamento finalizzato alla procreazione scomparirà fra venti, massimo quarant’anni.
I tempi maturano (?) velocemente, le tecnologie si evolvono con la velocità della volontà di potenza, nuovi muri s’innalzano ma, grazie a Buddha, quelli dei taboo legati alla carne seguitano a crollare, i gusti legati alla sensualità si espandono e le alternative sessuali si moltiplicano. L’abito retró, anzi, demodé della finalità riproduttiva dell’accoppiamento, sarà dismesso: restituiamo agli incontri sotto o sopra le lenzuola la leggerezza di cui secoli di chiesa e di morale spicciola li hanno privati e volgiamo lo sguardo all’alternativa più attuale: la riproduzione in provetta. La prole uscirà dai laboratori, perché i bambini sono una scelta e non la conseguenza casuale di un momento di svago; sono una scelta che non può avere nulla a che fare con una mera attività ludica e chi la vita nuova l’ha messa lì proprio dove c’è il piacere, il più piacevole dei piaceri (e non dopo aver mangiato un piatto di pastasciutta o dopo essersi fumati una sigaretta o bevuti una bottiglia di vino o avuto un bello scambio di lingue), beh, chi l’ha messa lì la vita, dev’essersi sbagliato.

Riproduzione in provetta

Gli amplessi sono un gioco e la riproduzione in provetta sarà un valido contributo a far sì che si mantengano tali. Sempre secondo l’interessante studio del Dott. Greely, quindi, fra pochissimi decenni, quando una coppia vorrà avere un bambino, ricorrerà alle biotecnologie, emotivamente meno impegnative e soprattutto programmate. Occorreranno qualche goccia di sperma e qualche centimetro di pelle: la pelle servirà a creare cellule staminali con le quali dar vita ad una selezione di embrioni e gli embrioni verranno analizzati. L’analisi e lo studio degli embrioni, prima di essere impiantati, consentiranno di suddividerli in quattro gruppi:

– il primo gruppo indicherà l’eventuale presenza di gravi patologie e/o malattie incurabili;

– il secondo gruppo riguarderà altri tipi di patologie;

– il terzo gruppo racchiuderà tutto ciò che attiene l’aspetto fisico (colore dei capelli, degli occhi, della pelle, ecc…);

– il quarto gruppo indicherà le caratteristiche comportamentali (intelligenza, simpatia, timidezza, etc…). Gli studi per consentire questo quarto raggruppamento devono ancora essere approfonditi ma di qui a venti-quarant’anni, secondo Greely, verosmilmente il traguardo sarà raggiunto.

Riproduzione in provetta

La riproduzione in provetta sta diventando una pratica diffusa, come fare un’iniezione di botulino o di acido ialuronico. La produzione in laboratorio di spermatozoi e ovociti, questa tecnica di ultima generazione, consentirà alla coppia, ad ogni tipo di coppia, anche a quella omosessuale maschile, di donare all’embrione per intero il proprio patrimonio genetico. Questa tecnica è un ponte anche per la monogenitorialità maschile (Vd. Art. “Nascite creative”).

Accoppiarsi amandosi, potrebbe restare una pratica divertente pur mantenendo il suo segreto vitale. Ma il tempo vuole raccontarci altro. E il tempo ci racconta questo, che tutto è possibile, nel bene e nel male; che tutto è conseguenza delle scelte che si compiono, giorno dopo giorno, azione dopo azione, ‘nel’ e non ‘al di là del bene e del male’.

Una evidenza per tutte: anche l’eugenetica, studiata e perseguita dai nazisti all’interno del loro progetto magno e dei campi di concentramento, quell’eugenetica che solo qualche anno fa generava in noi brividi di orrore e sdegno e lasciava alzare indici gonfi di spietato giudizio contro questa pratica, non solo ai bigotti e ai benpensanti, ma a chiunque fosse dotato di coscienza, pudore e rispetto per la vita umana, anche l’eugenetica, quindi, sta diventando una pratica sempre più intimamente e follemente agognata.

La vera motivazione, cioè la paura della morte, usa sempre le stesse  giustificazioni: il progresso della scienza a favore dell’uomo, il diritto alla libertà di scelta, la volontà di eliminare la sofferenza e le malattie. Ma è questa la verità? E nel dubbio che non sia questa la verità, vale davvero la pena?

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