Olio di Palma: Scopri Tutta la Verità su questo Prodotto!

L’olio di palma fa male alla salute?

Sono davvero in molti a chiederselo dopo che negozi e supermercati sono stati praticamente invasi da prodotti alimentari a base di questo olio di derivazione vegetale.

In realtà, fra tutti gli oli polinsaturi come quelli derivati dal mais, dal girasole e dalla soia, quello di palma risulta uno dei più sani. Allora cosa ha convinto l’opinione pubblica a credere così rapidamente che l’olio di palma fa male tanto che anche molte multinazionali che avevano cominciato ad usarlo per la preparazione di biscotti, crackers e merendine sono state costrette a fare dietrofront?

Alla domanda se l’olio di palma fa male e perché sia preferibile non consumare alimenti contenenti questo ingrediente risponderò:

  1. Il massiccio ricorso all’olio di palma è legato principalmente al basso costo di questo additivo e al fatto che è un olio che a differenza di altri non irrancidisce facilmente.
  2. Quando si dice che l’olio di palma fa male, occorre aggiungere che non esiste un solo olio di palma ma diversi, ognuno contraddistinto dalla sua etichetta: c’è l’olio di palma che si ricava dalla macerazione e spremitura del frutto, poi ci sono l’olio di nocciolo di palma, o di palmisti, e l’olio di palma rosso; quest’ultimo, più pregiato, è usato anche per condire e cucinare e risulta molto apprezzato dagli amanti delle cucine etniche.

olio di palma fa male

Ma veniamo alla domanda fatidica: l’olio di palma fa male?

Alla domanda se l’olio di palma fa male i nutrizionisti sono concordi nel dire che se consumato in piccole quantità quest’olio non produce alcun danno, anzi esso può essere considerato un grasso sano a prescindere dal nome usato in etichetta. Pur variando la quantità di grassi saturi rispetto a quelli monoinsaturi, tutti i vari tipi di olio di palma presentano un buon equilibrio dal punto di vista nutrizionale.

L’olio di frutto di palma, ad esempio, presenta circa il 50% di grassi saturi e il 40% di grassi monoinsaturi (di cui la maggior parte acido oleico, lo stesso tipo di grasso che si trova nell’in olio di oliva). Il restante 10% è rappresentato da grasso polinsaturo sotto forma di acido linoleico.

L’olio che si ricava invece dal nocciolo di palma presenta invece l’82% di grassi saturi non idrogenati, molto di più quindi dell’olio di palma ottenuto dal frutto. Questo tipo di olio di palma contiene poi il 15% di grassi monoinsaturi e solo il 2% di grassi  polinsaturi, dati che rendono l’olio di palma molto vicino, dal punto di vista nutrizionale, ad un olio oggi  ritenuto un valido alleato per la nostra salute e bellezza, vale a dire l’olio di cocco.

olio di palma fa male

Olio di palma: i nutrizionisti raccomandano prudenza

Se è dunque pur vero che consumare olio di palma fa male ad alcune categorie di persone come i diabetici e i bambini, a causa dell’elevata quantità di grassi saturi presenti, esso risulta comunque preferibile rispetto ad altri tipi di grasso vegetale per i livelli inferiori di grassi saturi non idrogenati e colesterolo.

I nutrizionisti raccomandano comunque molto prudenza nel consumo di alimenti a base di olio di palma, soprattutto perché esso si trova ormai in così tanti prodotti di uso quotidiano che il rischio di ingerire molti più grassi di quelli necessari al nostro fabbisogno, provocando danni alle arterie, al cuore e al cervello, è purtroppo una realtà concreta.

Un altro aspetto che sembra dunque ridimensionare il fatto che l’olio di palma fa male è che questo olio è una fonte molto ricca di acido laurico, un grasso molto importante per la nostra salute perchè ha proprietà antimicrobiche: la forte presenza di acido laurico nel latte materno è, infatti, ciò che permette di dare una protezione aggiuntiva al bambino incrementando le sue difese immunitarie.

Perché allora, se non è del tutto vero, almeno dal punto di vista nutrizionale, che l’olio di palma fa male, si stanno diffondendo in rete e sui media così tante campagne volte a scoraggiare il consumo di alimenti contenenti questo additivo?

Ve lo spiego in un minuto: pur avendo molti punti a suo favore, l’olio di palma ha un aspetto negativo che altri oli non hanno, che è la questione della sostenibilità.

Olio di palma fa male: la questione della sostenibilità

Per avere a disposizione gli enormi quantitativi di olio di palma richiesti dall’industria alimentare e cosmetica (questo olio è infatti usato anche per preparare creme, saponi e schiume da barba), vengono deforestati ogni giorno ettari di foresta, distruggendo l’habitat naturale di molti animali come ad esempio gli oranghi.

Ecco un video molto toccante realizzato dai ragazzi di un Liceo di Verona che illustra bene il disastro ambientale provocato dalla diffusione dell’olio di palma e perché l’olio di palma fa male alla salute.


Tutto questo ha portato molte associazioni ambientaliste ad organizzare manifestazioni anche molto scenografiche per sensibilizzare l’opinione pubblica e distogliere le multinazionali dall’utilizzo di questo alimento: alcuni attivisti di Greenpeace travestiti da oranghi hanno assaltato ad esempio le sedi della Unilever, una delle multinazionali che maggiormente fa uso di olio di palma, di Londra, Roma e Rotterdam.

Le accuse mosse dagli ambientalisti sono gravi: essi sostengono che la diffusione delle piantagioni di palma per la produzione di olio rappresenti la più grande minaccia alle foreste del pianeta, incrementando il disboscamento illegale e causando la morte non solo di oranghi ma anche di elefanti, giraffe, tigri e rinoceronti.

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Olio di palma fa male: perché non si dovrebbero consumare prodotti contenenti questo olio

Dunque se occorre ridimensionare l’idea che l’olio di palma fa male direttamente, è pur vero che esso contribuisce alla distruzione di ettari di foreste, aumentando l’inquinamento a causa del disboscamento selvaggio; non solo, la spartizione del territorio per l’impianto di piantagioni di palmizi, innesca conflitti fra le popolazioni locali di molti paesi dove l’economia si regge quasi unicamente sull’esportazione di olio di palma.

Così tanti aspetti negativi, uniti al fatto che se consumato in grandi quantità l’olio di palma fa male alla salute,  hanno contribuito alla nascita di un’opinione pubblica contraria all’uso di questo olio, cui hanno fatto seguito anche cambi di rotta da parte di aziende del calibro dela Findus, della Nestlé e della Unilever, che si sono dichiarate pronte a ridurre l’utilizzo dell’olio di palma nei loro prodotti o quantomeno di approvvigionarsi solo da coltivazioni sostenibili, cioè a basso impatto ambientale.

Il WWF pubblica ogni anno la lista delle aziende che utilizzando olio di palma chiedendo loro di indicare soprattutto la provenienza dell’olio utilizzato per accertarsi che non provenga da coltivazioni ottenute da deforestazioni illegali. In pratica, si chiede alle multinazionali che usano olio di palma di dimostrare trasparenza e autenticità per rendere i consumatori consapevoli di ciò che acquistano: questo il link alla pagina del WWF che invita i cittadini a boicottare le aziende che fanno un uso massiccio di olio di palma per tutelare la propria salute e l’ambiente!

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