Olio di cocco: mille proprietà ma quali sono veramente benefiche?

L’olio di cocco. Ecco un altro degli alimenti bersagliati dai media online (e non solo) e di cui vengono, a turno, decantate le eccezionali virtù o i dannosi limiti. Cosa c’è di vero?

Olio di cocco: cos’è e qual è la sua composizione? Partiamo da qui

L’olio di cocco è un grasso di origine vegetale che si ottiene pressando la copra, ovvero la polpa bianca e fibrosa della noce di cocco. Tale processo di estrazione lo si può effettuare proprio perché la polpa è costituita da circa il 65% di grasso.

L’olio di cocco contiene circa l’86,8% di acidi grassi saturi, molto simili ai grassi saturi contenuti nei prodotti animali, il 6,25 di grassi monoinsaturi e l’1,6 di grassi polinsaturi (Fonte). I grassi saturi di cui è composto sono a media catena, quindi di più facile assorbimento e ossidazione rispetto a quelli a lunga catena, eppure sono presenti in numero maggiore nell’olio di cocco rispetto, ad esempio, al famigerato olio di palma, tanto da lasciar supporre che possa, nel migliore dei casi, essere ugualmente dannoso se assunto con regolarità e in abbondanza.

Secondo un interessante articolo di Valeria Cangiano, ci sono tesi contrastanti riguardo ai minori danni provocati dai grassi saturi presenti nell’olio di cocco, a livello di colesterolo ad esempio, così come dei benefici dichiarati a livello cardiovascolare o di diabete.

Uso in cucina dell’olio di cocco

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Innanzi tutto, se volete utilizzare l’olio di cocco nelle vostre ricette, assicuratevi che sia per uso alimentare e non estetico! Serve per condire i nostri piatti: verdure, legumi, cereali, carni e dolci. Per gli amanti dell’esotico sarà senz’altro un’alternativa interessante ai sapori della routine culinaria mediterranea ma la domanda è: perché sacrificare l’olio di oliva nostrano (i cui infiniti benefici sono elencati e noti da tempi immemorabili) per un olio di cocco qualunque? Dal momento che non esistono ancora studi rilevanti (effettuati sull’uomo e non su cavie o in vitro) sugli effetti dell’utilizzo dell’olio di cocco in cucina, pur ammettendo che assumerne in piccole quantità senz’altro non fa male, il consiglio è quello di utilizzare i nostri oli (olio di oliva su tutti) e cercare quelli di qualità.

Uso estetico dell’olio di cocco

Se invece vogliamo parlare delle applicazioni estetiche dell’olio di cocco, possiamo elencarne diverse e senza temere conseguenze pericolose, anzi.

Il profumo del cocco è inebriante e ci riporta seduta stante a vacanze su spiagge tropicali, sorseggiando piñacolada. Soltanto con questo, il marketing sul cocco ha vinto!

Essendo un olio, ha proprietà idratanti, emollienti e nutrienti; e per queste sue proprietà, risulta essere ottimo per la pelle del corpo e per la bellezza dei capelli.

Gli effetti benefici dell’olio di cocco sul corpo:olio di cocco

  • Sul viso. Picchiettarlo lievemente su tutto il viso, la sera, una o due volte la settimana (non di più per non occludere i pori, soprattutto chi ha la pelle grassa).
  • Prima della doccia. Stenderlo su tutto il corpo e lasciarlo agire almeno 30 minuti, dopodiché lavarsi e sciacquarsi. Asciugandosi, evitare massaggi vigorosi ma tamponare delicatamente.
  • Dopo la doccia. Soprattutto d’estate, se volete che la vostra pelle sia morbida e idratata e se volete allontanare da voi l’odore del mare, dopo la doccia applicate l’olio di cocco su tutto il corpo. Il risultato di pelle idratata e lucente è assicurato.
  • Sulle labbra. E’ sufficiente una quantità minima e le labbra saranno morbide e protette. Anche in versione burro, se volete, basta tenerlo a basse temperature e l’olio di cocco diventerà pastoso.
  • Sui piedi. Prima di andare a dormire fate un impacco ai vostri piedi e poi indossate dei calzini. Resterete piacevolmente sorprese dal risultato al risveglio.

Gli effetti benefici dell’olio di cocco sui capelli:

olio di cocco

  • Impacco pre-shampoo. Applicare l’olio di cocco sulle lunghezze evitando accuratamente le radici e lasciarlo in posa almeno 60 minuti: più a lungo lo si lascia agire, migliori sono i risultati. Sciacquarlo abbondantemente (fare due lavaggi con shampoo se necessario!). Dopo l’asciugatura, i capelli saranno lucenti e morbidi e le punte rinvigorite.
  • Contro la forfora. Frizionare l’olio di cocco direttamente alla radice, anche in questo caso sciacquare abbondantemente.
  • Sulle punte. Potete utilizzarlo sulle punte come l’olio di argan o l’olio di semi di lino.

Altri utilizzi dell’olio di cocco: come scrub (unitelo allo zucchero di canna), come struccante (in purezza), come idratante per le mani e indurente per le unghie, e per lui prima della rasatura (per facilitare il passaggio del rasoio) e dopo la rasatura (per le proprietà antibatteriche e lenitive dell’olio di cocco).

Olio di cocco: tirando le somme

Sugli utilizzi alimentari vi raccomandiamo la massima cautela: non esistono quantità di studi sufficienti sull’uomo da poterne testimoniare benefici o pericolosità in modo attendibile. Sugli utilizzi estetici, via libera: le proprietà emollienti ed idratanti di questo ingrediente sono indiscutibili.

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