Renzi cede il mare ai francesi, ma i Sardi non ci stanno, ecco come hanno reagito

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È “Infedeltà in affari di Stato”: il deputato di Unidos denuncia

Non ci sta il deputato di Unidos, il sardo Mauro Pili, sulla questione del tratto di mare ceduto alla Francia. Il 16 marzo scorso il deputato ha presentato un esposto alla Procura di Roma per “Infedeltà in affari di Stato” ai sensi dell’articolo 264 del Codice Penale.

“Questo accordo provoca nocumento economico a livello nazionale” ha dichiarato il parlamentare, riferendosi al tratto di mare ceduto alla Francia, sottolineando il danno economico derivante da questo trattato.

L’articolo 264 del Codice Penale stabilisce che “Chiunque, incaricato dal Governo italiano di trattare all’estero affari di Stato, si rende infedele al mandato è punito, se dal fatto possa derivare nocumento all’interesse nazionale, con la reclusione non inferiore a cinque anni”.

Cosa è successo veramente?

Analizziamo cosa è successo:

  1. Il 21 marzo 2015 all’Abbaye aux Dames de Caen, in Normandia viene firmato un trattato bilaterale tra Italia e Francia, dal nostro ministro degli esteri Gentiloni e dal suo collega Laurent Fabius. Questo accordo prevede modifiche ai confini marittimi tra i due Paesi nelle 12 miglia a confine tra Sardegna e Francia: il pezzo di mare a nord della Sardegna e la zona ribattezzata “Fossa del Cimitero” passano alla Francia, l’Italia in compenso amplia la sua sovranità marittima nel Canale di Corsica, al largo delle isole d’Elba e di Capraia.
  2. Il 13 gennaio 2016 il peschereccio “Mina” viene sequestrato dalle autorità francesi perché stava pescando nella “Fossa del Cimitero”, parte del mare ceduto alla Francia.
  3. Nel mese di febbraio 2016 il motopeschereccio “Cecilia” viene intimato dalle autorità francesi a non oltrepassare il confine marittimo a largo della costa nord est della Sardegna.
  4. Il 16 marzo 2016 viene presentato l’esposto in Procura dal parlamentare Mauro Pili.

Il deputato sostiene che proprio quel tratto di mare ceduto alla Francia sia ricco di giacimenti di gas naturale e petrolio. Studi effettuati da un azienda norvegese attestano che nell’area ovest del tratto di mare ceduto alla Francia c’ è disponibilità di 0,42 bilioni di barili di petrolio e di 1,4 trilioni di metri cubi di gas. Il danno per chi vive di pesca è evidente sia per la popolazione sarda che per quella ligure; un esempio su tutti: la zona di mare ceduto alla Francia, detta la “Fossa del cimitero”, è un luogo rinomato per la pesca dei famosi “gamberi rossi” di Sanremo.

mare ceduto ai francesi

La decisione del deputato Pili di ricorrere all’art. 264 è stata presa dopo varie interrogazioni parlamentari in merito al tratto di mare ceduto alla Francia, a suo dire non esaustive. «Si tratta del primo passo obbligato per costringere il governo italiano a dichiarare le ragioni di tale accordo e a valutare in modo oggettivo e obiettivo il nocumento che ha generato rispetto all’interesse nazionale», ha dichiarato Pili in merito alle motivazioni che hanno portato il Governo a firmare il trattato a Caen.

Sempre secondo Mauro Pili il suo esposto in Procura: «E’ un atto dovuto considerata la gravità dell’atto compiuto e del fatto che mai dal dopoguerra ad oggi erano stati modificati i confini marittimi nazionali in modo così evidente e a danno dell’interesse nazionale».

Resta da attendere la risposta della Procura di Roma che valuterà nel merito il corretto svolgimento delle procedure per quanto riguarda la legislazione vigente sui trattati internazionali.

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