Georgia: via Libera ad una Legge VERGOGNOSA!

legge discriminatoria

Legge discriminatoria in Georgia: approvata la normativa per la “Libertà di culto” che favorisce atti di omofobia e intolleranza.

Siamo nel 2016, ci si aspetta che il mondo progredisca ogni giorno sempre di più. Tuttavia, in alcuni casi, vediamo i grandi Stati fare un passo verso il passato, verso la disuguaglianza. E’ il caso della Georgia che con l’approvazione della legge discriminatoria sulla “Libertà di culto” autorizza di fatto comportamenti omofobi e intolleranti. Il “First Amendment Defence Act“, approvato nel mese di febbraio, consente infatti alle organizzazioni religiose di non ammettere ai loro programmi persone omosessuali o coppie dello stesso sesso, estendendo la facoltà di rifiuto a tutti coloro che non rispettano il credo della religione.

Questa legge discriminatoria permetterà quindi non solo di discriminare i matrimoni omosessuali ma di rifiutare coppie interrazziali, coppie di divorziati, madri single, chiunque non viva secondo le leggi della religione.

E’ bene sottolineare che parte di queste associazioni ricevono fondi statali poiché il loro fine è quello di aiutare la popolazione. Grazie alla nuova normativa possono quindi ignorare le disposizioni anti-discriminazione disposte dallo stato. La legge, approvata da Camera e Senato, è in attesa della firma del Governatore.

Legge discriminatoria

Fonte: balcanicaucaso.org

La discriminazione, per non parlare dell’omofobia vera e propria, in Georgia è un dato di fatto! Era il 2015 quando in alcuni stati, tra cui la stessa Georgia, si discuteva della possibilità di promulgare un altra legge discriminatoria: quella che dava la possibilità ai titolari di attività commerciali di non servire i gay.

Era il 2012 quando il presidente della Georgia promulgava una riforma del codice penale che introduceva un aggravante volto a sanzionare i crimini commessi per motivi di odio e in ragione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere della vittima. Nonostante questo passo in avanti, i livelli di discriminazione in Georgia toccavano ancora picchi molto elevati.  Basta ricordare il 17 maggio 2013, giorno in cui scese in piazza la “protesta anti gay” che si oppose con la violenza alla comunità LGBT che celebrava la Giornata contro l’omofobia. Negli scontri una ventina i feriti.

La legge discriminatoria sulla libertà di culto però è solo una delle facce dell’intolleranza. Non dobbiamo dimenticare che prima del 2004 in Georgia erano frequenti gli atti di violenza contro le minoranze religiose, che subivano incursioni durante le loro celebrazioni o sequestro di materiale religioso.

Georgia e Italia a confronto

Oggi in Italia si parla di discriminazione sopratutto  in riferimento alle recenti e frequenti manifestazioni per l’ottenimento di una legge sulle Unioni Civili. Se l’ omofobia in Georgia è fortemente sostenuta dal ceto religioso, in Italia, paese dove a dettar legge spesso e volentieri è la chiesa cattolica con i suoi moniti, ricordiamo a tal proposito la censura sul film Weekend, a favorire atti di discriminazione si ci è messa anche buona parte della classe politica. E’ sufficiente citare la guerra fatta per l’approvazione della legge Crinnà, una legge nata per creare uguaglianza che nelle impostazioni sostenute dai politici è diventata comunque una legge discriminatoria. Una legge che non equipara le unioni civili al matrimonio, una legge che ammette il tradimento, (sì, le unioni civili non sono vincolate alla fedeltà!), una legge che è conquista dell’uguaglianza solo in parte.

Fa riflettere il fatto che troppo spesso la discriminazione e l’intolleranza siano portate avanti sopratutto dai religiosi. I valori di uguaglianza vengono surclassati da una bieca discriminazione senza che lo stato promuova azioni forti a tutela delle minoranze.

Ma se pensate che una legge discriminatoria sia un’eccezione vi sorprenderà sapere che oggi sono ancora molte quelle in vigore, sopratutto verso le donne. Si, perché la donna ancora oggi viene discriminata in alcuni paesi! Vediamo qualche legge discriminatoria verso le donne ancora in vigore fino all’anno scorso:

  • In Arabia Saudita una donna non può guidare.
  • Nelle Bahamas la violenza sessuale è legale se consumata sotto il vincolo del matrimonio.
  • A Malta è consentito violentare una donna purché dopo la sposino.
  • In Madagascar, una legge discriminatoria vieta alle donne di lavorare la sera.
  • in Nigeria, una legge discriminatoria consente al marito di picchiare la moglie.

Una legge discriminatoria è un passo indietro importante, qualsiasi sia la natura di tale legge. Una legge discriminatoria che vada contro l’uguaglianza avrà sempre un potere enorme almeno fino a quando non si comprenderà che la lotta contro ogni forma di discriminazione deve partire dall’interiorizzazione di ognuno che la diversità, sia essa di genere, di culto, di pensiero, non è qualcosa di sbagliato da discriminare, ma una ricchezza da difendere.

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