Jana rivoluziona internet da smartphone. Ecco come funziona!

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Smartphone e internet, tra normalità e lusso

In Italia molte persone vanno (quasi) in crisi quando, qualche giorno prima della scadenza mensile, esauriscono i/il gigabyte della propria offerta Internet e sono costretti a navigare a velocità ridotta.

In altre zone del Mondo, dove la connessione Internet non è diffusa in larga scala come nel nostro Paese, riderebbero (amaramente) di questo ‘problema’. Sì, perché in molti Paesi in via di sviluppo (India, Brasile, Kenya per citarne solo alcuni), nonostante gli stipendi siano decisamente più bassi rispetto all’Italia, la connessione Internet da cellulare è una sorta di lusso. Per fare l’esempio dell’India, è stato stimato che il 90% degli ‘internauti’ possiede quello che da noi ormai è un vecchio ricordo: Internet ‘a consumo’. E’ stato stimato inoltre che in India bisogna spendere l’equivalente di tre ore di lavoro per poter usufruire di un’ora di connessione Internet.

In Italia, com’è noto, si paga in media 10 euro al mese (quindi due ore di uno stipendio medio-basso) per un’offerta che include traffico dati, chiamate e SMS. Ma, dove c’è un problema, c’è anche una start-up che prova a risolverlo. Nel caso dei Paesi in via di sviluppo con tariffe Internet proibitive, è intervenuto Nathan Eagle (in passato professore presso le più prestigiose università degli States) grazie alla sua start-up di nome ‘Jana‘, che in sanscrito vuol dire ‘persone’.

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Jana e la sua app mCent, in una pubblicità Brasiliana

Come funziona Jana?

Jana funziona grazie alla sua app ufficiale, mCent. Nathan Eagle e i soci fondatori di Jana hanno ideato un sistema all’apparenza perfetto. L’utente, tramite mCent, dovrà scaricare una serie di app (quelle che sponsorizzano Jana, di fatto) e, in cambio, otterrà traffico dati gratis. Quindi, più app si scaricano, più pubblicità si guardano, più megabyte gratuiti per navigare si avranno sul proprio smartphone. Per ogni megabyte consumato all’interno di una delle 1500 app sponsorizzate, mCent ne regalerà 2 all’utente.

Jana è già presente in un numero cospicuo di Paesi, ben 93, dove ha stipulato contratti con le maggiori compagnie telefoniche che offrono Internet anche da mobile. Un numero di circa 15 volte superiore rispetto a Internet.org, il progetto di Mark Zuckerberg che, come quello di Eagle, vuole portare Internet gratis ai Paesi in via di sviluppo. Internet.org, però, per il momento non permette di navigare liberamente sul web, a differenza di Jana. Tra l’altro, Internet.org nel mese di febbraio di quest’anno è stato ‘bannato’ dall’India, uno dei Paesi in cui Zuckerberg aveva investito con più convinzione.

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Uno screen di esempio dell’app mCent e del ‘credito’ disponibile

JanaANA e il suo ambizioso progetto

In un’intervista a wired.com, Nathan Eagle ha dichiarato che il suo obiettivo è quello di portare Internet gratis a un miliardo di persone entro il 2020. L’ex docente ha anche parlato delle differenze tra Jana e Internet.org, il progetto di Mark Zuckerberg con ambizioni simili (potremmo dire identiche), che però funziona in maniera totalmente diversa. Usando Internet.org, infatti, la scelta è molto limitata: oltre a Facebook e Wikipedia, ci sono pochi altri siti accessibili gratuitamente. Mentre Jana e la sua app mCent regalano megabyte che possono essere consumati in qualsiasi modo, senza alcuna restrizione.

Ma qual è l’obiettivo finale di Eagle (e di Zuckerberg)? Accogliere sul web quella parte della popolazione mondiale che, per vari motivi, nel 2016 non può ancora usufruire in maniera ‘costante’ di una connessione Internet. La partenza di Jana è stata ottima: in pochi mesi, circa 40 milioni di utenti in 93 paesi diversi hanno navigato sul web grazie all’idea di Nathan Eagle. E se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera…

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