Il 2016 Sarà l’Anno dei Freelance: Ecco Perché!

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Buone nuove sul fronte freelance: tutte le info per arrivare preparati alle novità normative di questo 2016.

Cosa bolle in pentola sul fronte del lavoro autonomo? Si può dire che il 2016 sarà l’anno dei freelance? Per certi versi si, perchè saranno molte le introduzioni normative di cui potranno beneficiare i lavoratori autonomi di diversa natura. Innanzitutto partiamo dal DDL del 28 gennaio scorso, recante “Le misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato a tempo indeterminato” (il cosidetto “smart work”), collegate alla legge di stabilità, che presto verranno discusse in Parlamento.

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Cosa prevedono in concreto queste misure in favore dei freelance?

Per prima cosa le tutele per la maternità/paternità e i congedi parentali: in sostanza le neo mamme avranno diritto all’indennità di maternità e ad un congedo parentale di sei mesi fino ai tre anni di vita del bambino, con la possibilità di poter continuare a lavorare. Non solo: sarà prevista una tutela per la malattia grave e verrà introdotta la deducibilità dell’assicurazione nel caso in cui la partita Iva abbia diverse situazione di insolvenza dei clienti. Di non meno importanza è la deducibilità totale delle spese per la formazione, fino ai diecimila euro l’anno. Infine, da non dimenticare sono le norme volte a tutelare il diritto di utilizzo economico delle invenzioni del professionista.

La CGIA di Mestre ha sottolineato che queste misure riguarderanno solo il 6 % di tutte le figure di lavoratori autonomi.

E’ anche per questo motivo che le partite Iva vogliono di più: la Coalizione 27, ossia un raggruppamento di varie associazioni di freelance, ha steso la sua “Carta dei diritti dei freelance e degli ordinisti”. Il preambolo è programmatico: “Creare una Carta delle pretese e dei diritti dei lavoratori autonomi e dei freelance è cosa utile per interloquire criticamente con l’iniziatIva legislatIva del governo che, con il DDL collegato alla Legge di stabilità, intende presentare uno Statuto del lavoro autonomo professionale”.

Quali sono le lacune della proposta del Governo riguardante i freelance?

In generale mancano delle risposte universali alle questioni annose dei freelance: in particolare, non ci sono news sul fronte previdenziale e fiscale. E, cosa ancor più importante, le misure non riguarderebbero tutte le figure.

Al lavoro autonomo va riconosciuta la sua dignità: le premesse sono importanti e i primi passi sono stati fatti. Sembra non esserci più quella totale indifferenza che aveva da sempre caratterizzato il Governo Renzi e quelli prima del suo. E’ bene però ricordare che i freelance furono esclusi dal bonus degli 80 euro. Fatta questa puntualizzazione, la cosa fondamentale è che queste misure siano ispirate ad una visione complessiva. Secondo ACTA, la prima associazione costituita in Italia per dare rappresentanza ai professionisti del “terziario avanzato” che sono lavoratori autonomi, “mentre lo Statuto del lavoro autonomo segnala un cambio di impostazione e inizia ad affrontare in maniera coerente e costruttiva la risoluzione dei problemi del nuovo lavoro autonomo, sotto l’aspetto fiscale siamo lontani da un’impostazione organica che persegua in parallelo equità e legalità“.

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