Ecco La Poesia Più Divertente del Momento!

53 vini in 5 minuti

Al telefono del sano buon vino

il fu compagno e la fu compagna

diè vita a quel bel “pruritino”

senz’amor o sfarzi. Quale lagna!

A tratti lustro a tratti fosco

un giusto elogio alla campagna

alla su’ ombra, nebbia e bosco

e a’ filari della vite magna.

Quella linea libera, il tu… tu…

la buia, muta attesa s’attarda

-Pronto Chi Anti?- –L’è Grain? Sei tu?-

-Sì! Son’io – – è la sua voce, bonarda!

-L’ho sentita, non faccia il barbera!

Si sfurzat di essere più dolcetto

d’alba fin’ ai tocchi scuri della sera.

-Non volevo farle un difetto

come aglianico pare mi tratti

il suo piglio così aleatico

non può che indurmi, a conti fatti,

in uom refosco, poco simpatico.-

-senta un po’, mio bel morellino

il passito, ahimè, or’è passito

non le giova, caro il novellino

trattarmi in modo così ardito.

Così audace, rude e lambrusco.-

-Non sia troppo, con me, malvasìa

nero d’avola è ‘l sogno che busco

impegnomi, affinchè brut non sia.

dal buio il sogno di lei avere

vigilando su di esso come gufo

della sua persona di nuovo godere

aspettare? Ero tufo! Greco di tufo!-

-La ricordavo assai barbaresco

il mio cuore ha davvero scosso

ha valcalepio il mio cuor manesco

ed ora è simil a corvo rosso.-

-e forza allor giunga al bel pinot

con l’auto sua che l’aria offende

dove canta nel meriggio il merlot

c’è un cannonau ver, che l’attende-

-Mi scusi lo scortese grignolino

mi vien proposto, mi mondi se fallo,

di giocar frascati, in angolino,

nel nebbiolo, al prendilo e dallo.-

-(sì, esatto!) No, diamine, giammai!

Ma, forse, ricorda il “pruritino”

quando, alfin, in fondo la tocai

era tutta, disse, un vermentino.-

-O brunello! Mi sentii vernaccia

là terminammo bevendo bocchino

e tutto lei e la sua faccia

eravate d’un bel rosso rubino.-

-Quale potente getto primitivo!

Buttafuoco nel corpo e nell’alma

versaste, con sguardo assai schivo

la vostra lacrima di morro, calma.

-Lei, così teroldego rotaliano,

già sangiovese sui corpi chini…

trebbiano corto! Correrà la mano

sopra i nostri colli piacentini

-Mia donnas, non sarà un biferno

ma, oltrepò! Sarà un bel viaggio

sulle torrette del piacer eterno

come api ubriache in maggio-

Dolceacqua mia! Mi’ monferrato!-

-Già pregusto languide, langhe ore

in bracchetto. Con il nostro palato

prosecco, emozioni e tremore.-

-Tesi come corde di bardolino

anelo a Lei!- – Diva da palco

aspetto, dov’il sol fa capolino

nel verdicchio, laggiù a Montefalco

tra Montepulciano e il verduzzo.

Conero su di lei, puntuale.-

-Mio cilento è l’ultimo spruzzo,

d’acqua di rose sul bianco grembiale

in tempo giusto per non dar sambuca

e raggiungerla, dove accordato,

là dove il sole dal monte sbuca

ma nel frattempo zitto, e moscato!-

tu…tu…tu…attacca la sua cornetta

qui chiude la linea seducente.

bere, leggere senza troppa fretta,

leggere e bere, sempre

molto responsabilmente.

AUTORE D’ario Pedruzzi

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