Cosa nascondono le teorie di Darwin?

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Darwin e le lettere riguardanti il figlio

Le numerose lettere di Charles Darwin mostrano come il suo lato paterno abbia contribuito a sviluppare la sua teoria dell’evoluzione. Un taccuino custodito presso l’antica libreria dell’Università di Cambridge mostra come Darwin ha meticolosamente annotato tutti i progressi e gli atteggiamenti del figlio William durante i suoi primi anni di vita.

Lo studio approfondito di queste lettere ci mostra un Charles Darwin padre di famiglia, attento curioso e osservatore. Sembra che le sue analisi casalinghe siano state fondamentali nella comprensione dell’evoluzione umana. Quando osservava suo figlio William Erasmus, nato nel dicembre del 1839, Darwin annotava: «Durante la prima settimana, sbadigliava e si stiracchiava come una persona anziana, principalmente con gli arti superiori». Ora, queste lettere vengono lette da noi come un importante documento di ricerca calcolando anche la nascita del primogenito di Darwin, avvenuta l’anno successivo del primo incontro dello scienziato con Jenny, la prima orangutan dello zoo di Londra.

«L’orangutan per Darwin era come una finestra sulle origini del genere umano», dice John van Wyhe della National University of Singapore e direttore di Darwin Online, che ospita una collezione di tutte le opere pubblicate dal biologo britannico.

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Le prime osservazioni comparative di Darwin su uomo e scimmia avvengono in famiglia

L’incontro di Darwin con Jenny ha contribuito a rinforzare la sua idea che condividiamo un antenato comune con le scimmie. Nelle lettere rinvenute ed indirizzate alla sorella Susan, riferendosi a Jenny, Darwin scriveva: «Il custode le mostrò una mela, ma non la diede a lei che reagì gettandosi sulla schiena, tirando calci e gridando, proprio come un bambino cattivo.» Alla nascita del suo primo figlio, Darwin aveva l’ affascinante occasione di comparare il comportamento del cucciolo di uomo con quello del cucciolo di scimmia, osservarne le similitudini ed annotare il tutto. Riferendosi alle lettere, Alison Pearn, uno storico della libreria dell’Università di Cambridge che ha trascorso più di 20 anni analizzando migliaia di lettere di Darwin, afferma: «Questo è molto più di un insieme di annotazioni di ricerca.»

Il taccuino offre uno sguardo intimo sulla figura di Charles Darwin a cui si possono dare varie interpretazioni, certamente quel che ne esce è la figura di un padre curioso e di buon umore. «Incitava il suo giovane bambino come se fosse un’altra scimmia», dice Van Wyhe. Sembrerà una cosa curiosa, di fatto le sue osservazioni tra Jenny ed il figlio hanno influenzato i suoi libri “L’origine dell’uomo e la selezione sessuale” pubblicato nel 1871 e “L’espressione delle emozioni negli animali e nell’uomo”, pubblicato nel 1872. Nell’annotare le emozioni più felici del suo primo figlio, Darwin ne ha descritto con dovizia di particolari il suo primo sorriso: «In cinque settimane il suo sorriso era solo un “movimento di possibilità”, ma a sei settimane sorrideva con gli occhi.» Allo stesso tempo nel descrivere gli oranghi: «Quando i giovani oranghi sorridono si nota un’ espressione vista spesso sul volto dell’uomo.»

La scoperta delle prime osservazioni di Darwin

Nascoste nella libreria dell’Università di Cambridge , Van Wyhe e Peter Kjærgaard del Museo di Storia Naturale in Danimarca, hanno scoperto le prime osservazioni di Darwin. I suoi appunti sono stati trovati su due fogli di carta opportunamente intitolati “Man” dove poco si parlava di esseri umani ma si descriveva l’orango Jenny vestito in abiti umani per far divertire i visitatori. Darwin qui annota come Jenny provi delle emozioni considerate da sempre solo umane

«Jenny era “decisamente geloso” quando riceveva poche attenzioni.»

Questi appunti ci dimostrano come Darwin, nel 1838, sia stato l’effettivo precursore del “test dello specchio” ufficialmente sviluppato da Gordon Gallup nel 1970 ed atto a dimostrare come gli animali abbiano coscienza di loro stessi. Vide che Jenny e un altro orangutan facevano «brutte facce (soprattutto al vetro) … Entrambi si stupivano oltremodo allo specchio, lo hanno esaminato in tutti i modi, di lato, e sempre con una sorpresa costante. Sanno di essere loro?» Incuriosito Darwin tornò ad analizzare il comportamento degli oranghi di fronte allo specchio. Immancabilmente si sarebbe poi posto delle domande su suo figlio, annotandole: «Tre o quattro giorni fa sorrise di se stesso in vetro. Come fa a sapere che è il suo riflesso?».

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