Bruxelles, il giorno dopo: spunta l’incredibile storia del tassista!

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L’Europa intera ieri mattina si è svegliata con la tragica notizia degli attentati di Bruxelles. Due esplosioni avvenute intorno alle 8 di mattina, a pochi minuti di distanza, che hanno colpito l’aeroporto di Zaventem prima e una stazione della metropolitana poi. Al momento il bilancio delle vittime degli attentati parla di 32 persone morte e di oltre 250 ferite. Il numero, purtroppo, pare destinato ad aumentare. Oggi Bruxelles, il giorno dopo gli attacchi terroristici prova lentamente a tornare alla normalità.

Bruxelles, il giorno dopo: svelata l’identità di due dei quattro kamikaze

Due dei quattro kamikaze sarebbero stati identificati: rispondono ai nomi di Ibrahim e Kalid El Bakraoui. Nonostante nella giornata di ieri era stato riportato che i fratelli fossero morti insieme all’aeroporto, la versione fornita stamattina dal procuratore federale Van Leuw ha cambiato le carte in tavola. Ibrahim, infatti, si sarebbe fatto esplodere in aeroporto, mentre suo fratello Kalid nella metro di Maelbeek.

Restano invece avvolte nel mistero le identità degli altri due attentatori, ovvero i complici di Ibrahim El Bakraoui presenti all’aeroporto insieme a lui (vedi foto sotto). L’uomo con il cappello, che è stato visto da alcuni testimoni intento a fuggire, è l’unico sopravvissuto dei quattro. Secondo alcune fonti, si tratterebbe di Najim Laachroui, uno degli artificieri degli atentati allo Stade de France e al Bataclan. Se quest’indiscrezione dovesse essere confermata, sarebbe un caso eclatante. Significherebbe che uno degli uomini più ricercati al Mondo, negli scorsi 4 mesi, sarebbe riuscito a eludere qualsiasi controllo e perfino a pianificare un nuovo attacco terroristico al cuore dell’Europa.
Il quarto uomo, invece, è morto suicida insieme a Ibrahim nell’esplosione avvenuta all’aeroporto.

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I tre kamikaze presenti all’aeroporto

Bruxelles, il giorno dopo, si sveglia scoprendo alcuni retroscena che raccontano come gli attentatori hanno vissuto i giorni precedenti agli attentati. Ibrahim, in particolare, non si sentiva al sicuro dopo l’arresto di Salah (avvenuto il 18 marzo proprio a Bruxelles) e avrebbe scritto di ‘non voler finire in una cella vicino alla sua’. L’uomo avrebbe usato il suo PC a mo’ di diario, PC che è stato poi ritrovato in un cassetto dell’immondizia a Schaerbeek, quartiere di Bruxelles, il giorno dopo.

Bruxelles, il giorno dopo : ritrovamenti nell’appartamento a Schaerbeek e l’incredibile errore ‘salvifico’ della compagnia di taxi

Una svolta fondamentale alle indagini è arrivata grazie ad un tassista. L’uomo che ha accompagnato i tre attentatori all’aeroporto ha iniziato a sospettare di qualcosa quando, cercando di aiutarli con le valigie, ha ottenuto un secco ‘no’ come risposta.

Il tassista ha anche fornito alla polizia l’indirizzo presso il quale ha prelevato El Bakraoui e soci la mattina del 22 marzo, facilitando enormemente il compito di trovare il loro ‘covo’. Qui sono stati trovati 15 kg di esplosivo ‘TATP’, acetone e acqua ossigenata in grandi quantità, detonatori, una valigia piena di chiodi e bulloni e, per finire, l’immancabile bandiera dello Stato Islamico. Il ‘TATP’, esplosivo che si fabbrica artigianalmente proprio grazie all’acetone ed altri agenti chimici, è lo stesso utilizzato negli attentati a Parigi del novembre 2015.

Infine, come riporta La Libre Belgique, la compagnia di taxi avrebbe interpretato male la richiesta dei tre attentatori, che avevano richiesto un van (al fine trasportare tutti e quattro gli ordigni fabbricati) e che invece, proprio per un misunderstanding, si sono dovuti accontentare di una berlina, dalla capienza più limitata. Da qui la decisione di lasciare la quarta bomba a casa. Un errore umano che, con ogni probabilità, ha salvato diverse decine di vite umane e che ha reso meno tragico il bilancio delle vittime.

Bruxelles, il giorno dopo

La parte italiana di Bruxelles, il giorno dopo gli attentati terroristici, si sveglia con la notizia della probabile morte della connazionale Patricia Rizzo.

Attentati di Bruxelles, il giorno dopo: anche un’Italiana tra le vittime accertate?

Da Bruxelles, il giorno dopo le stragi, arriva la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire: una nostra connazionale avrebbe perso la vita nell’esplosione in metro. Si tratterebbe di Patricia Rizzo, funzionaria UE e residente nella capitale belga da diversi anni, di cui non si hanno notizie dalla mattina dell’attentato. La donna, stando ai racconti dei familiari, usava spesso la metro per gli spostamenti nella capitale belga. Lo ha fatto sapere (usando il condizionale) il Ministro Lupi all’uscita da Palazzo Chigi, aggiungendo che la Farnesina è al lavoro per fare chiarezza sulla questione. Bruxelles, il giorno dopo la strage, è pronta a rialzarsi ma il dispiacere per tutte le famiglie distrutte è ancora più forte della volontà di tornare alla ‘normalità’.

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